La Nato aumenta il numero delle esercitazioni al confine con la Russia

Ad agosto Vladimir Putin visiterà la Crimea per riaffermare il dominio russo sulla penisola.

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La Nato aumenta il numero delle esercitazioni al confine con la Russia


di Eugenio Cipolla

La tensione nei corridoi del Cremlino si taglia con il coltello. Russia e occidente, infatti, sono di nuovo ai ferri corti dopo un periodo di apparente tranquillità. Mosca non ha gradito l’annuncio della Nato dello scorso mese dove si annunciava l’intenzione di rafforzare la propria presenza in est Europa. Non lo ha gradito soprattutto perché alle parole sono seguiti i fatti, che mettono sempre più a rischio una pacifica soluzione della guerra in Ucraina, sulla quale nemmeno più i canali diplomatici riescono a intravedere una prospettiva positiva per i negoziati che si susseguono da mesi.
 
L’Alleanza Atlantica ha aumentato il numero delle esercitazioni al confine con la Russia: da 90-95 a 150 l’anno. A renderlo noto è stato un portavoce del ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale è aumentata anche la frequenza dei voli di ricognizione della Nato ai confini russi (di circa nove volte). «Nel 2012 e nel 2013 – ha detto il funzionario russo citato dall’agenzia di stampa Tass – in media la Nato ha effettuato al confine con la Russia 90-95 esercitazioni, ora ne effettua all'incirca 150». Ad aprile, il capo di Stato Maggiore russo, il generale Valery Gerasimov, aveva già denunciato un incremento delle attività militari della Nato, ma non a questi livelli.
 
Putin e i suoi generali sono sempre più convinti che si tratti di una strategia ben precisa, di un avanzamento lento e costante per mettere pressione sulla Russia, costringendola a ritirare il proprio appoggio ai separatisti filorussi del Donbass. Ne è la prova, dicono diversi analisti, l’intervista rilasciata al Wall Street Journal qualche settimana fa da Raymond Odierno, uno dei capi dell’esercito statunitense, dove si preannunciava l’intenzione degli Usa di aumentare significativamente il numero delle forze militari americane da trasferire in Europa in caso di conflitto con la Russia.
 
«Questa manovra ci permetterebbe di rafforzare rapidamente la Nato, qualora si rendesse necessario», ha detto Odierno. «Noi ci auguriamo che la Russia non crei una crisi, ma dobbiamo tenerci pronti a qualsiasi eventualità». Il generale statunitense ritiene necessario trasferire in Germania attrezzature militari supplementari, così da dotare in maniera completa e più velocemente i carri armati e i veicoli da combattimento degli eserciti europei. Odierno ha anche detto che l’esercito americano avrebbe potuto fare di più per aiutare Kiev a proteggersi dalle azioni aggressiva della Russia in Donbass. «Siamo convinti – ha affermato – che la formazione delle forze ucraine potrebbe contribuire a mantenere Mosca lontana da qualsiasi offensiva. Dovrebbe contenere ogni possibile escalation futura del conflitto».
 
La risposta ufficiale della Russia non è arrivata, ma in molti sono convinti che la visita programmata per fine agosto di Vladimir Putin in Crimea sia una sorta di sfida che il leader del Cremlino sta lanciando all’occidente. Un segnale per riaffermare il dominio russo sulla penisola. Secondo quanto riportato dal quotidiano Izvestia, Putin farà parte di una spedizione della Società geografica russa. Dalla riunificazione avvenuta nel marzo 2014, Putin ha visitato la Crimea già due volte. La prima il 9 maggio dello scorso anno, durante la parata militare per l’anniversario del giorno della vittoria, mentre la seconda ad agosto 2014 per presiedere la riunione del Consiglio di sicurezza della Federazione russa a Sebastopoli. 
 
 
     

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