La popolarità di Syriza è crollata: le ragioni

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La popolarità di Syriza è crollata: le ragioni


Il supporto per Syriza è precipitato secondo i sondaggi, innescando dubbi sul fatto che Tsipras possa respingere l’assalto lanciato dal partito conservatore Nea Demokratia, si legge sul Financial Times.
 
Quattro sondaggi pubblicati nel fine settimana hanno mostrato le due parti separate da meno di 1 punto percentuale. Altri due sondaggi hanno mostrato un pari merito con entrambe le parti al ​​25,1 per cento e al 27 per cento.
 
Gli osservatori suggeriscono tre ragioni per cui la popolarità di Syriza è scemata. Una è la divisione in Syriza innescata dalla “capriola” di Tsipras dello scorso 13 luglio, quando in un vertice Ue ha accettato il terzo piano di salvataggio che contiene misure come l'aumento delle tasse e ulteriori tagli alla spesa (tutte cose che Tsipras aveva promesso di non fare mai più).
 
Unità popolare, un nuovo partito di estrema sinistra fondato da ribelli Syriza guidati da Panagiotis Lafazanis, un ministro dell'energia ex comunista, che richiede una Grexit volontaria seguita dalla riadozione della dracma, sottrarrà a Syriza almeno il 4-5% dei suffragi, secondo gli ultimi sondaggi.
 
I giovani greci, il cui sostegno è stato fondamentale per la vittoria di Syriza alle elezioni generali del gennaio 2015, appaiono particolarmente arrabbiati per la capitolazione di Tsipras di fronte ai creditori; una resa che avvenne, peraltro, solo una settimana dopo un referendum nel mese di luglio, in cui il 61 per cento degli elettori aveva respinto l’austerità. 

L'impatto dei controlli sui capitali imposti nel mese di giugno per evitare un collasso bancario sta anche influendo sulla caduta di popolarità di Syriza. Le code agli sportelli sono un ricordo e i problemi per la gente comune sono molto ridotti.
 
Ma i permessi di importare materie prime richiedono ancora l'approvazione (case by case) da parte della banca centrale, che dà la priorità ai fornitori di assistenza sanitaria e agli importatori di prodotti alimentari di base.
 
In terzo luogo, un cambio di leadership da parte di Nuova Democrazia ha dato un impulso inaspettato per il suo appeal.
 
Evangelos Meimarakis, ex presidente del parlamento, è stato nominato leader provvisorio nel mese di luglio, dopo le dimissioni dell'ex primo ministro Antonis Samaras, sulla scia del voto "no" al referendum.
 
Ma invece di sorvegliare i preparativi per un congresso del partito per eleggere un nuovo leader, Meimarakis sta fronteggiando la campagna elettorale di ND con l'impegno di costruire un consenso trasversale.
 
Il suo appello per un governo di coalizione tra Syriza e Nuova Democrazia dopo l'elezione, a prescindere da quale partito vincerà, è ridicolizzato da Tsipras. Ma colpisce una grossa fronda di elettori pro-europei, stremati da un giro sulle montagne russe di sette mesi sotto la minaccia costante di una Grexit piena di incognite.


Tradotto per www.comedonchisciotte.org da IL BUCANIERE  
 
 
 
  

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