La risposta della Russia alle sanzioni europee
In una parola: Cina
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Mentre l'Occidente continua a insistere con la retorica de "La Russia è sempre più isolata", in realtà Vladimir Putin sembra stia trovando un sacco di amici ... in particolare la Cina, scrive ZeroHedge. Se le minacce di ritorsione 'asimmetrica' sono state sufficienti a far preoccupare i leader europei, la sfilza di notizie riguardanti una maggiore cooperazione tra la Cina e la Russia sono probabilmente più dannose per la strategia occidentale (e il suo ego).

In primo luogo, come riporta Reuters, Russia e Cina si sono impegnate martedì a incrementare l'uso del rublo e dello yuan nelle transazioni commerciali bilaterali e a rafforzare la cooperazione tra le banche, come confermato dal primo Vice Primo Ministro russo, Igor Shuvalov.
"Non stiamo rompendo vecchi contratti, la maggior parte dei quali sono denominati in dollari," ha spiegato Shuvalov attraverso un interprete, “stiamo incoraggiando le imprese dei due paesi ad usare maggiormente le valute locali, per evitare l'uso di una moneta da un paese terzo".
In secondo luogo, come riporta RBTH, in occasione del lancio della costruzione del gasdotto “Power of Siberia” il 1° settembre scorso, il presidente russo Vladimir Putin ha invitato la China National Petroleum Corporation (CNPC) ad acquistare una quota in uno dei giacimenti più importanti del paese, quello di Vankor. "Non ci sono restrizioni per i nostri amici cinesi", ha detto Putin.
E infine, come riporta ITAR-TASS, gli investitori cinesi hanno espresso la volontà di investire 400 miliardi di rubli nella costruzione di un’autostrada ad alta velocità Mosca - Kazan.
"Anche oggi, le banche cinesi, la China Development Bank in primo luogo, sono pronte a raccogliere i fondi necessari per questo progetto, stiamo parlando di 400 miliardi di rubli ", ha detto il primo vice-presidente delle Ferrovie Russe, Alexander Misharin.

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