"La Russia sta apprezzando l'euro". Mario Draghi

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Bassa inflazione, domanda carente e disoccupazione di massa non sono le uniche ragioni per un euro forte, "fonte di seria preoccupazione" per il board della Bce. Le azioni della Russia in Ucraina, ha dichiarato ieri Draghi nella conferenza stampa al termine della riunione, sono certamente una "delle ragioni", con il flusso di crediti dalla Russia e da Kiev che "determinano un euro forte".
 
L'euro si sta apprezzando perché è visto come un paradiso sicuro dagli investitori, rispetto all'hryvnia ucraina e al rublo russo. Anche se il board della Bce ha deciso di tenere fermi i suoi tassi di interesse, Draghi ha ammesso come ci sia "consenso" tra i banchieri centrali della zona euro che una bassa inflazione -  0.7% a aprile – deve essere combattuta con "strumenti non convenzionali". Ha anche aggiunto che la decisione sarà presa a giugno con lo staff della Bce impegnata a monitorare, tra le altre cose, "il rischio geopolitico", vale a dire le ripercussioni della crisi russa sull'euro zona. Per Draghi, l'escalation delle sanzioni, insieme alla recessione che ha già colpito la Russia e l'instabilità dell'Ucraina "avrà certamente un impatto sulla zona euro e l'Ue più che in altri parti del mondo". 
 
Draghi ha poi concluso ricordando, in vista delle elezioni europee, come la crisi dell'euro sia in parte causata dalla "poca integrazione".

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