La Serbia interrompe i negoziati con Bruxelles
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L’allargamento dell’Unione Europea nei Balcani si complica: si sono interrotti infatti i negoziati con Bruxelles da parte della Serbia. Del resto era prevedibile, dal momento che l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri Catherine Ashton e il premier serbo Ivica Dacic non hanno trovato l’accordo sulla soluzione della questione del Kosovo – che nel 2008 ha dichiarato la propria indipendenza unilateralmente, formalizzata dalla maggioranza degli aderenti all’Unione.
In particolar modo, il governo di Belgrado ha rifiutato la mediazione offertagli dalla Ashton per una sostanziale riconciliazione tra i due paesi, evitando così di ricadere negli stessi errori commessi con Cipro, che, nonostante sia ancora divisa tra turchi (al nord) e greci (al sud), è stato membro a pieno titolo. L’ultimatum lanciato dall’Alto rappresentante Ue ha creato sconcerto negli ambienti dell’amministrazione serba, indisposta a legittimare l’atteggiamento del Kosovo, che considera ancora come parte integrante della nazione. Questa brusca frenata arriva a un anno di distanza dall'accettazione della domanda di adesione.

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