La sfida epocale delle Università

Se le Università non sapranno adattarsi alla rivoluzione del MOOC perderanno il loro ruolo nella società

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Prendendo spunto dalla conferenza organizzata ad Harvard “Online Learning and the Future of Residential Education”, Thomas Friedman in The Professor's Big Stages torna a scrivere sui cambiamenti in atto nell'erogazione dell'alta formazione, con la rivoluzione della cosiddetta MOOC, la diffusione dei corsi universitari on line, in atto. La sfida per le università è per il Columnist del NYT epocale: devono, infatti, riuscire a convincere una famiglia a continuare a spendere ancora 50,000 dollari per la retta universitaria, quando esistono corsi on line gratuiti. 
Friedman parte dalla sua analisi, prendendo in considerazione l'esempio del famoso professore di filosofia socratica ad Harvard, Michael Sandel. Divenuto una star nazionale in Corea del Sud - dove ha recentemente tenuto una lezione davanti a 14 mila persone – ed in Cina -  con le sue lezioni on line con sottotitoli in cinese che vantano milioni di clic ed il The China Daily che lo ha comparato ad una star di Hollywood -  Sandel è l'emblema più significativo di questo cambiamento.
Gli atenei di tutto il mondo, come ha affermato recentemente lo storico Walter Russell Mead, devono adattarsi da un “time served” ad uno “stuff learned”: al mondo di oggi, spiega Friedman, non interessa la conoscenza speculativa acquisita in sé, dato che tutto si trova su Google, ma è disposto a pagare solo sulle applicazioni pratiche delle conoscenze acquisiste. 
Bisogna quindi rinnovare completamente l'attuale sistema di informazione ed educazione: la lezione formale con gli studenti che prendono appunti con una valutazione finale delle conoscenze acquisite deve essere sostituito da un modello in cui la lezione diventi il luogo d'interrelazione, in cui il professore sia in grado di spiegare agli studenti come utilizzare le conoscenze acquisiste dal materiale erogato on line.  
C'è un consenso generale sulla necessità di cambiare il modello universitario tradizionale e gli atenei ed i professori devono comprendere che il loro ruolo deve adattarsi ai cambiamenti in corso per non essere travolti definitivamente. E' certo importante e diverso certificare che le persone abbiano appreso le proprie competenze in un corso online, una facoltà prestigiosa dopo 4- 5 anni o un corso di formazione  erogato da un'azienda. C' una grande differenza ed una scala di prestigio molto diversa, ma solo se le università saranno in grado di dare praticità alle conoscenze acquisite potranno continuare a mantenere un ruolo fondamentale nella società. 
Il noto professore della Harvard Business School, Clayton Christensen, ha compiuto un'illuminante parallelo tra la situazione attuale delle università e quella della Genral Motors degli anni'60, quando la Toyota aveva acquisito gli strumenti per fare concorrenza alla G.M e l'ha costretta ad adattarsi al nuovo scenario modificato. Christensen nota come la Harvard Business School non insegna più tutti i corsi del passato, perché gli studenti trovano più conveniente seguire on line un professore della Brigham Young University, altrettanto qualificato.

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