La stampa al servizio del potere

Come nel 2003 per l'inizio della guerra in Iraq, la colpevole benevolenza della stampa all'autorità sul debito

1504
La stampa al servizio del potere

Prendendo a riferimento l'anniversario dei dieci anni dall'inizio della guerra americana in Iraq, Paul Krugman compie un interessante parallelo tra il consenso generale di allora dei media e del potere politico sulla necessità dell'intervento e la copertura offerta all'opinione pubblica oggi per quel che riguarda il debito.
Krugman in Marches of Folly sottolinea come prima dell'intervento in Iraq – una guerra sbagliata in risposta ad un attacco terrorista contro un regime che non aveva nulla a che fare con quella vicenda – alcuni esperti avessero smascherato la motivazione fraudolente delle armi di distruzione di massa e denunciato la menzogna dell'amministrazione Bush della guerra lampo. Avvisi giusti ma disattesi. Dopo una guerra che ha prodotto migliaia di americani, indebolito la posizione americana e creato a Baghdad un regime più simile a Tehran che a Washington, i media ed i politici non sembrano aver imparato da questa esperienza. 
Il consenso sulla guerra in Iraq divenne parte della definizione di quello che significava mantenere un'opinione condivisa. Tutti coloro che dissentivano - non importa quanto fossero qualificato per farlo - erano ipso facto etichettato come non valido di considerazione.
Howard Kurtz, oggi alla CNN e nel 2003 al The Washington Post, ha recentemente denunciato l'atteggiamento dei giornali di allora come ripugnante. “Le prove che mettevano in dubbio la guerra erano seppellite e minimizzate”. L'altra parte della medaglia era una reverenza eccessiva verso l'autorità. Da questo punta di vista, solo persone in una posizione di potere erano meritevole di rispetto: sempre Kurtz ha denunciato come prove importanti contro le affermazioni dell'amministrazione Bush ottenute da ufficiali militari americani non sono nemmeno state prese in considerazione dai giornalisti del Post.
E' una lezione che purtroppo non è stata ben appresa se si considera l'ossessione degli Stati Uniti di oggi sulla questione del debito, che ha dominato il dibattito politico negli ultimi tre anni. Chiaramente una politica economica cattiva, sottolinea Krugman, non può essere equivalente ad una guerra con migliaia di vittime. Ma, mentre le previsioni di deficit vengono costantemente smentite dalla realtà esattamente come le armi di distruzione di massa per l'intervento in Iraq, la stampa americana sembra volersi standardizzare nuovamente sulla posizione del potere. 
E' impressionante, secondo il noto economista americano, come ipotesi poco attendibili vengano considerati fatti. Quanti articoli sono pubblicati che asseriscono che gli Sttai Uniti stiano attraversando una crisi del debito, anche se molti economisti vi possono rapidamente spiegare che non è affettamento vero?, ci domanda Krugman.
La linea tra notizia e opinione è nuovamente offuscato. Come ha scritto lo scorso mese Ezra Klein sembra che la regole di neutralità dei giornalisti non si applica quando si parla di debito. 
Quello che la guerra in Iraq ci ha insegnato, conclude Krugman, è che dovremo essere sempre molto scettici rispetto all'unanimità di intenti dell'autorità, supporto ad una guerra o austerità fiscale che sia, che cerca di offuscare le voci dissonanti. Infine, gli argomenti politici dovrebbero essere valutati sul merito, non da chi li esprimi: ricordate quando Colin Powell ci ha assicurato sulle armi di distruzione di massa?

Per un approfondimento si consiglia la lettura di:

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti