La storia della Cina minaccia le relazioni con l'occidente

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La storia della Cina minaccia le relazioni con l'occidente

Traendo spunto da una visita al museo nazionale di piazza Tienanmen, Gideon Rachman, nella rubrica China's past need to be rewritten, cerca di comprendere come la Cina tratterebbe il resto del mondo da una posizione di superpotenza. Vista come sfruttamento da parte degli stranieri ed esempio per la costruzione di una nazione forte per vendicare gli abusi storici, la percezione di Pechino della sua storia passata non offre una risposta rassicurante.

L'esibizione, sottolinea Rachman, promette di mostrare come il popolo cinese "dopo esser stato ridotto ad una società semi coloniale e feudale dalla guerra dell'oppio del 1840, si è sollevato, ha resistito e ha cercato di rinnovare la nazione". Il Museo è pieno di messaggi politici. Sulle guerre dell'oppio:  “potenze imperiali scesero in Cina come uno sciame di api pronte a saccheggiare il nostro tesoro ed uccidere i nostri cittadini”. Molto spazio è poi assegnato all'invasione giapponese degli anni '30, mentre alla guerra civile tra nazionalisti e comunisti è dato un trattamento superficiale, così come alla storia della Cina comunista dal 1949, con brevissimo accenno al Grande salto in avanti di Mao (Che ha ucciso più di 20 milioni di persone) e nessuna citazione alla rivoluzione culturale ed agli scontri di Piazza Tienamen del 1989. Un professore alla Peking University intervistato da Rachman conferma che: “Anche in una Cina post comunista l'enfasi sui comportamenti passati delle potenze straniere non cesserebbe. E' quello che è insegnato a pensare dall'età di 6 anni".
Quindi, quando l'occidente si relaziona con la Cina di oggi, è fondamentale che comprenda come questo paese percepisca il proprio passato.  Mentre un politico medio inglese conosce alla perfezione il New Deal di Roosevelt e la politica di Lincoln, non sa nulla sulla dinastia Tang ed anche se ha appreso alcune nozioni su Mao si tratta della parte di storia che i cinesi evitano di approfondire. Conclude Rachman, l'educazione cinese deve inserire un approfondito esame storiografico della storia del novecento, quella occidentale deve dare maggiore risalto alla storia millenaria di Pechino. Solo dopo si potrà iniziare ad affrontare la questione del futuro della Cina.
Le guerre dell'oppio del 1840 e soprattutto il celebre stupro di Nanchino hanno generato nei cinesi un senso di diffidenza verso le potenze straniere che ha sempre segnato la politica estera di Pechino.

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