La strana censura sul Professore Donato Ferdori arrestato in Israele

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La strana censura sul Professore Donato Ferdori arrestato in Israele

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di Agata Iacono

 

Dopo il bombardamento infodemico sulle vetrine rotte e la figuraccia sul capro espiatorio Youssef Siher, adesso sembra che tutti i problemi dell'Italia siano legati alle elezioni di medio termine negli USA. A destra tutti dimenticano di essere stati Maga, a sinistra rivendicano la sconfitta di Trump, come se l'asinello DEM fosse automaticamente sovrapponibile al fantomatico "campo largo"...

Intanto, in Italia, le scuole continuano ad essere occupate, ogni giorno si aggiungono università e licei, ma nessuno più ne parla. E passa sotto assoluto silenzio anche il caso del Professore Donato Ferdori, docente presso il liceo Anco Marzio di Ostia. Fedori è stato oggetto di pestaggi e violenze nel lager di Givon a Ramla, in Israele, a seguito del sequestro avvenuto il 29 ottobre nel villaggio di al-Lubban al-Gharbi, a nord-ovest di Ramallah.

Il professore si trovava in Cisgiordania dal 25 settembre, nell'ambito delle iniziative promosse dall'International Solidarity Movement (Ism), per aiutare i contadini palestinesi nella raccolta delle olive, unica fonte di sopravvivenza per la comunità. L'esercito israeliano ha fermato e sequestrato 14 volontari, provenienti da tutto il mondo, mentre raccoglievano le olive, con l'accusa di una presunta "violazione di una zona militare chiusa". Tutti gli oliveti palestinesi in Cisgiordania sono aggrediti continuamente dai coloni occupanti e armati fino ai denti, (alias escursionisti), protetti dall'esercito, che picchiano e assaltano i palestinesi, bruciano le piante, recintano i campi.

Il giorno del fermo, 29 settembre, coloni e militari hanno imposto il blocco della raccolta e circondato l'abitazione in cui si trovava il gruppo di volontari internazionali. È stato arrestato anche il sindaco del villaggio palestinese.

Tredici attivisti ISM sequestrati hanno immediatamente sottoscritto il provvedimento di espulsione amministrativa e hanno fatto subito rientro nei rispettivi Paesi.

Ricordate quando si parlava tanto di Flotilla? Alcuni attivisti della Flotilla si rifiutarono di sottoscrivere il provvedimento di espulsione, perché implica il riconoscimento di aver violato la legge israeliana e aver commesso un reato. Il docente di Roma (Ostia non è un'amministrazione a parte, è solo il litorale della "città eterna", quindi il sindaco è Gualtieri PD), ha rifiutato la procedura abbreviata. Il docente 56enne ha scelto di farsi processare, affinché fosse la magistratura israeliana a doversi pronunciare formalmente sulla convalida del provvedimento di allontanamento e sulle motivazioni della contestata violazione dell'area militare.

Con grande coraggio, Donato Ferdori ha scelto di lottare fino in fondo, perché esplodesse mediaticamente l'attenzione sulla violenza sionista in Cisgiordania.
Nel frattempo, colleghi e studenti si sono mobilitati, con manifestazioni e comunicati di denuncia e solidarietà.

Il Collettivo Alieno del liceo Anco Marzio di Ostia ha scritto :"tutti gli studenti della nostra e delle altre scuole del territorio mostrano assoluta solidarietà al professore. Rivendicano il coraggio che ha dimostrato e che sta ancora dimostrando portando avanti la sua battaglia di attivista per sensibilizzare sull'annosa causa palestinese che purtroppo continua a portare devastazione. Riteniamo inaccettabile restare in silenzio davanti ad una tale ingiustizia. Come persone comuni, cerchiamo di fare ciò che la comunità internazionale dovrebbe fare e, vergognosamente, non fa. Restare in silenzio rende complici. Gli studenti dell’Anco Marzio non rimarranno in silenzio".

Solo ieri, 5 novembre, Donato Ferdori è tornato in Italia. Evidentemente la Farnesina ha dovuto agire a seguito degli appelli degli studenti e dei docenti romani, nonché delle varie associazioni internazionali che hanno sollecitato l'intervento politico e diplomatico. Ma della sua "liberazione", guarda caso, non si è vantato nessuno: eppure il governo Meloni è tanto sollecito a mettere il cappello sugli italiani fatti rientrare sul suolo patrio. Tajani, dal canto suo, era forse troppo intento a nascondere il suo di cappellino Make America Great Again..

Il Professore Ferdori è atterrato a Fiumicino, accolto da colleghi e studenti, che non hanno mai smesso di mobilitarsi per lui.


Video

https://www.instagram.com/reel/DfWoN4ZOPDn/?obrf=MTV1dDdqbzlpdW92eQ==

Ha rilasciato una breve dichiarazione, nella quale riferisce di aver subito pressioni psicologiche continue, umiliazioni e alcuni episodi di violenza fisica. Gli hanno colpito con forza il petto, che gli fa ancora male, lo hanno poi spinto più volte fino a farlo cadere a terra. Lo hanno fatto spogliare senza una ragione e lo hanno deriso. Volevano anche che dicesse: «I love Israel». Quando cercava di difendere la sua dignità, dicendo «We are persons, we need respect», si imbestialivano e reagivano con maggiore aggressività. Non vuole però mettere al centro se stesso.

"Se questo è il trattamento riservato a un cittadino italiano, seguito da una rete diplomatica, bisognerebbe interrogarsi su ciò che accade ai detenuti palestinesi"

Video

https://www.instagram.com/reel/DfXy8CZCtgm/?exln=ZGd6d3VrZ2pneDZ3

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