La Svezia si riscopre giapponese

Come i sadomonetaristi hanno portato un modello economico di successo in stagnazione e deflazione

1898
La Svezia si riscopre giapponese

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


Tre anni fa la Svezia era ampiamente considerata come il modello di riferimento su come affrontare una crisi globale. Le esportazioni del paese erano state colpite dal collasso del commercio mondiale ma si erano riprese; le sue banche ben regolamentate erano sopravvissute senza grandi danni alla tempesta finanziaria; i suoi programmi di assicurazione sociale avevano supportato la domanda di consumo; e, a differenza di molta parte dell'Europa, la Svezia aveva ancora una propria moneta, che le permetteva di mantenere la flessibilità. Da metà del 2010 il Pil aveva iniziato a rimbalzare e la disoccupazione scendeva, tanto che il Washington Post definiva il paese la "rock star della ripresa".
 
Poi, sostiene Paul Krugman nel suo ultimo articolo sul New York Times, sono arrivati i sadomonetaristi. Il premio Nobel dell'economia sostiene come nel 2010 il tasso di disoccupazione scendeva ma era comunque molto alto e la Riksbank ha avuto la brillante idea di aumentare i tassi d'interesse. Non è stata una decisione unanime. Il vicegovernatore del tempo Lars Svensson, nonché grande esperto del modello deflattivo dell'esperienza giapponese, aveva dichiarato come la decisione avrebbe riproposto i rischi di un decennio perso come gli anni'90 nipponici. E nel 2013 si dimise dalla Banca centrale svedese in aperto contrasto con la linea intrapresa.


 
Subito dopo la decisione di innalzare i tassi, prosegue Krugman, la diminuzione della disoccupazione si arrestò e, poco dopo, è arrivata anche la deflazione. Ma perché la Banca centrale svedese ha commesso un errore così terribile? All'inizio il Governatore aveva parlato "di sconfiggere un'inflazione alle porte e garantire il rispetto del target del 2%". Ma dato che il tasso era pressochè vicino allo zero, la Riksbank ha dovuto in seguito offrire una nuova visione più razionale: una politica monetaria restrittiva era volta a impedire la formazione di una bolla immobiliare e evitare l'instabilità finanziaria.

Si tratta, sottolinea Krugman, di un classico caso di sadomonetarimo – vale a dire disprezzo per un'ampia liquidità in circolazione anche a fronte di disoccupazione di massa e bassa inflazione - in azione: quando un evento economico che dovrebbe giustificare la loro richiesta svanisce, i sadomonetaristi non cambiano idea ma cercano semplicemente un nuovo pretesto. In America sono presenti soprattutto nei circoli della destra di Wall Street. Hanno fortunatamente avuto poco impatto sulla Federal Reserve, ma la loro pressione non smette mai nella richiesta di tassi più alti.
 
Le giustificazioni della Riksbank sono appoggiate dalla Bank for International Settlements, un'influente organizzazione internazionale di banchieri e il principale ente internazionale di sadomonetarismo. Ma da cosa deriva il loro odio per tassi bassi? Per un verso deriva da un'identificazione istintiva tra i tassi d'interesse con i creditori ricchi opposti a poveri debitori. Ma, ritiene Krugman, deriva anche dal desiderio di diversi ufficiali di politica monetaria di dimostrare quanto "duri" sono nel perseguire politiche di sofferenza.

Qualunque sia il motivo i danni sono già enormi: in Svezia sono riusciti a trasformare un caso di successo economico di stagnazione e deflazione. E i loro danni potrebbero essere ancora maggiori in futuro: i mercati finanziari sono stati abbastanza calmi nell'ultimo periodo – nessuna grande crisi bancaria all'orizzonte, nessuna minaccia imminente di collasso della zona euro. Ma sarebbe sbagliato pensare che la ripresa sia assicurata con le cattive scelte di politica economica che stanno già minando la fragile ripresa. E così quando uomini molto seri in giacca e cravatta vi dicono che è tempo di fermare l'accesso al credito in modo facile e aumentare i tassi d'interesse, conclude Krugman, pensate a quello che hanno fatto in Svezia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti