La telefonata "senza pensieri" di Renzi ad Artini

Mentre l'Italia è impantanata tra disoccupazione, astensionismo e rifiuto della politica

4149
La telefonata "senza pensieri" di Renzi ad Artini

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Maria Murone


L’Italia è impantanata, oggi più che mai. E non c’è da stare sereni considerando  l’alto tasso di disoccupazione e il disagio sociale crescente.  C’è da preoccuparsi nonostante ci sia chi a colpi di slide, tweet e selfie si mette le pezze sugli occhi e dice che va tutto bene. Non va per niente bene.

E l’astensionismo delle ultime elezioni in Calabria ed Emilia Romagna non è un fatto secondario, ma inquietante.  Avrò letto da qualche parte una frase che mi ha colpito: il voto è un diritto, non un obbligo. La gente non deve sentirsi costretta a votare se intorno a sé non vede prospettiva di cambiamento o se è semplicemente stufa. La gente è stanca. Stanca di slogan, di annunci, di promesse. È stanca perché non ha un lavoro o ne ha uno precario ed è sommersa da bollette, affitti, scadenze. Semplicemente non ce la fa più.

Non perde la democrazia se non si va a votare, perdono loro, perde la politica o un modo di fare politica malsano, falso, bugiardo, furbo,  che ha rotto pienamente e legittimamente le scatole. La gente non ne può più e lo ha dimostrato disertando in massa le urne. Ieri sera pensavo a tutto questo e a  quanto ce la stanno mettendo difficile.

Poi a Piazza Pulita si scopre che il premier Matteo Renzi, preoccupatissimo per la situazione disperata degli italiani, che fa? Telefona ad Artini, il fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle. Il presidente del Consiglio, prima ancora che segretario del Pd, non aveva niente da fare e senza pensieri ha chiamato l’amico di vecchia data. Proprio senza pensieri. Perché i pensieri li ha lasciati a noi.
 

Ps: questo calderone di politicanti senza scrupoli non comprende, a mio parere, il M5S. I mass media non raccontano di loro, ma spettegolano solo quando ci sono in ballo espulsioni o quando si paventa la possibilità che il movimento possa (finalmente) sgretolarsi, tendono ad offuscare le loro le battaglie e a sottovalutare quelle che hanno già fatto (tagliarsi gli stipendi o restituire i rimborsi elettorali).  Loro sono vittime di questo sistema, di questa campagna denigratoria dei mezzi di (dis)informazione.  Il movimento, come ha detto Crozza, è una delle più belle realtà degli ultimi anni: “ragazzi in buona fede che cercano di cambiare le cose. E le hanno cambiate: hanno mandato a casa tutta la vecchia politica, non hanno preso un soldo di rimborsi elettorali, hanno restituito parte del loro stipendio. Ragazzi, questo è vero! Questa è una roba forte potente". 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti