La trappola dei Lep, come l’autonomia differenziata seppellirà definitivamente i diritti sociali

982
La trappola dei Lep, come l’autonomia differenziata seppellirà definitivamente i diritti sociali

 

di Federico Giusti

I Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) saranno determinanti per la sorte non solo dell’autonomia differenziata ma di quel federalismo fiscale che perfino la Banca d’Italia critica giudicandolo pericoloso per la tenuta dei conti dello Stato in presenza di un debito pubblico sempre più alto. I Lep sono giudicati una sorta di compromesso con quanto resta della Carta la cui dissoluzione è stata avviata con la revisione del titolo V sotto il governo del centro sinistra.

Non parliamo solo dei diritti civili da salvaguardare su tutto il territorio nazionale ma dei diritti sociali che ormai sono ridotti al lumicino, istruzione, salute e sanità dovrebbero rappresentare un insieme di diritti da tutelare erga omnes, se parliamo di prestazioni sociali dovrebbe essere lo Stato, e non le regioni, a garantirne l’erogazione senza alcuna differenza su base territoriale.

Ora in teoria l’autonomia differenziata non avrebbe dovuto riguardare materie rilevanti e attinenti ai diritti civili e sociali ma sono proprio queste materie ad essere oggetto di spasmodica attenzione perché rappresentano uno snodo determinante per far passare la contro riforma. Esistono ragioni economiche e politiche molto forti alla base della rivendicazione di alcune regioni di gestire direttamente materie fino ad oggi di competenza statale, questa richiesta altro non è che la conseguenza di quella ideologia federalista alimentata da interessi economici e finanziari presenti nelle aree geografiche più forti del paese.

Ci sono ben 14 materie la cui gestione è demandata alle Regioni previa la definizione dei Lep che dovranno essere determinati dallo stesso Governo.

Ma siamo certi che il federalismo fiscale e una competenza assoluta delle regioni su innumerevoli materie non siano invece la premessa per aggirare in sostanza questi livelli minimi?

Del resto la legge prevede un sistema alquanto farraginoso proprio per la definizione dei Lep e uno Stato privo dei poteri che li competono sarà in grado di farlo assicurando a ogni cittadino italiano i medesimi diritti?

I diritti sociali saranno determinati da commissioni tecniche e non da principi assoluti, in questo modo perfino i pronto soccorso un domani potrebbero essere a pagamento adducendo la motivazione della sostenibilità economica, tanto che gli stessi Lep dovranno essere sempre e comunque compatibili con gli equilibri di bilancio e i fabbisogni standard decisi a tavolino senza alcuna verifica sulla loro reale efficacia.

La scelta del federalismo fiscale è in sintonia con i patti di stabilità e il contenimento della spesa pubblica, a mero discapito dei diritti sociali, del resto gli stessi Lep sono strettamente connessi con  tutti i meccanismi di finanziamento delle cosiddette funzioni fondamentali relative ai livelli territoriali di governo. Il calcolo dei costi standard sarà una ulteriore trappola perché molto dipende dalla composizione anagrafica della popolazione, dal loro reddito e anche dalla ricchezza del territorio visto che le aree con minore capacità fiscale potrebbero anche trovarsi in condizioni talmente precarie da indurli a tagliare i servizi. E non è sufficiente, almeno per noi, parlare di meccanismi perequativi a favore delle regioni meno ricche perché dentro un modello federale le spinte all’egoismo dei ricchi diventano preponderanti.

La definizione dei Lep dovrebbe assicurare poi un nucleo minimo di servizi essenziali a tutela dei diritti civili e sociali, è proprio questo nucleo minimo ad indurci a serie preoccupazioni perché una area geografica ricca potrà aggiungere servizi e prestazioni superiori che poi magari scopriremo essere semplicemente in linea con i reali fabbisogni, al contrario una area depressa potrà erogare servizi assai inferiori e del tutto inadeguati.

E ogni intervento perequativo dovrà superare le colonne d’Ercole della appropriatezza e della efficienza delle prestazioni anche in relazione alle risorse economiche disponibili, se ad esempio il Bilancio dello Stato dovrà effettuare qualche riduzione di spesa è scontato che a rimetterci saranno proprio i diritti sociali e le somme da devolvere alle aree depresse.

 E, ironia della sorte, ogni Regione potrà accrescere a suo piacimento le tasse, o anche a ridurle, con un sistema fiscale sempre più caotico e approssimativo.

Perfino il quotidiano confindustriale mette in guardia il Governo dall’autonomia differenziata, lo invita ad andare avanti ma salvaguardando livelli minimi ed essenziali delle prestazioni, ora ammesso che ciò sia possibile resta innegabile che autonomia differenziata e federalismo fiscale rappresentino sic et simpliciter una minaccia all’insieme dei diritti sociali.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech di Alessandro Bartoloni AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech

AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa di Giuseppe Masala L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina   Una finestra aperta AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina

AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina

Covid, la verità fa male? Tranquilli: basta non pubblicarla! di Francesco Santoianni Covid, la verità fa male? Tranquilli: basta non pubblicarla!

Covid, la verità fa male? Tranquilli: basta non pubblicarla!

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

L'Occidente nel vicolo cieco della tecnica di Alessandro Mariani L'Occidente nel vicolo cieco della tecnica

L'Occidente nel vicolo cieco della tecnica

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

L'autoritarismo non muore mai di Giuseppe Giannini L'autoritarismo non muore mai

L'autoritarismo non muore mai

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti