La Turchia nel mirino: l'ultimo scivolone geopolitico di von der Leyen

6822
La Turchia nel mirino: l'ultimo scivolone geopolitico di von der Leyen

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Davanti alla platea del quotidiano tedesco Die Zeit la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha disegnato la visione di un’Unione che deve “riorganizzarsi completamente”, blindarsi, rendersi impermeabile alle influenze di Russia, Turchia e Cina. Dichiarazioni di principio, quelle sull’autonomia strategica europea, ma in realtà vuote visto che nei fatti Bruxelles agisce contro i propri interessi e per raggiungere questa proclamata autonomia dovrebbe guardare a questi paesi invece di demonizzarli.

La solita doppia morale. A sottolinearlo è Charles Michel, ex presidente el Consiglio Europeo. La sua accusa scoperchia il vizio cronico di Bruxelles di predicare coerenza e multilateralismo salvo poi dimenticarsene quando la narrazione del momento richiede un nemico esterno. Michel ha snocciolato realtà che nell’intervento di Von der Leyen erano magicamente scomparse: la Turchia è un alleato NATO, gestisce la partita migratoria tenendo fuori dalla porta dell’Europa milioni di profughi, garantisce corridoi energetici senza i quali l’inverno sarebbe molto più freddo, ed è un attore militare di primissimo piano proprio sul fianco che l’Europa dichiara di voler difendere.

Queste le sue parole: “La Turchia è un alleato fondamentale della NATO, un partner chiave in materia di migrazione, un corridoio energetico, un attore importante nel settore della difesa sul fianco europeo e una potenza regionale di rilievo. L'Europa non si rafforza applicando due pesi e due misure né semplificando la realtà”. 

E quando le critiche hanno iniziato a montare, da Ankara ma anche tra i cittadini turchi che giustamente si sono sentiti attaccati gratuitamente, la Commissione ha attivato il solito riflesso condizionato: precisazioni, retromarce, la scusa della citazione estrapolata dal contesto. La portavoce Paula Pinho si è affrettata a dire che nominare la Turchia voleva in realtà essere un riconoscimento della sua influenza geopolitica. Il messaggio, tra le righe, era piuttosto un altro: ci serve la Turchia quando dobbiamo esternalizzare le frontiere o comprare gas, ma quando parliamo di autonomia strategica diventa automaticamente un problema.

Mentre Bruxelles si arrocca in queste politiche che la penalizzano, in Turchia soffiano venti che dovrebbero far riflettere. Il Partito del Movimento Nazionalista, alleato irrinunciabile di Erdogan, sta spingendo con insistenza per un’alleanza strategica con Russia e Cina. A marzo un alto dirigente del partito è andato a Mosca per esplorare la possibilità di creare una “sinergia” tra organismi come la Cooperazione di Shangai, la Comunità degli Stati Indipendenti e l’Organizzazione degli Stati Turchici. Tradotto dal linguaggio della diplomazia: Ankara sta valutando seriamente di voltarsi altrove. Verso quel mondo multipolare in ascesa.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Torino a Changchun: la fiaccola delle Universiadi che unisce   Una finestra aperta Da Torino a Changchun: la fiaccola delle Universiadi che unisce

Da Torino a Changchun: la fiaccola delle Universiadi che unisce

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa di Alessandro Bartoloni La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Continuons le combat: le piazze d'Europa contro carovita e guerra di Giuseppe Giannini Continuons le combat: le piazze d'Europa contro carovita e guerra

Continuons le combat: le piazze d'Europa contro carovita e guerra

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti