La voce dei sunniti iraniani e l’aggressione all’Iran
I musulmani sunniti sono il secondo gruppo religioso in Iran.
Circa il 9% della popolazione iraniana sono musulmani sunniti, per lo più persone larestani (Khodmooni) provenienti da Larestan, curdi nel nord-ovest, arabi e baloci nel sud-ovest e sud-est, e un numero minore di persiani, pashtun e turkmeni nel nord-est. Nel 2022, Mehdi Farmanian, funzionario per la ricerca presso l'Università delle Religioni e delle Denominazioni di Qom, ha affermato che i sunniti godono di regolari libertà religiose in Iran indicando che possiedono 15.000 moschee, 500 scuole religiose e 100 istituzioni religiose. Una conferma della coesione e unità del paese,.eppure dall’esterno si continua a fomentare divisioni e denunce di limitazioni alla loro possibilità di espressione religiosa specifica.
Islam sunnita
Tutto ciò non è casuale bensì parte dello storico obiettivo di fabbricare odi interreligiosi, in particolare tra sunniti e sciiti, in modo da impedire processi di superamento e conciliazione tra i due grandi rami dell’Islam. Questo ha finora prodotto guerre fratricide e frantumazione dei vari paesi e popoli musulmani, permettendo il dominio e la protervia del regime sionista e statunitense, e delle forze occidentali ad essi legate…La storica strategia politica e militare dell’impero romano ”divide et impera”, mirata a mantenere e gestire il potere frammentando i potenziali avversari, fomentando discordie e rivalità tra loro per evitarne l'unità.
Nei suoi anni da presidente del paese, fu Mahmoud Ahmadinejad a mettere in guardia e denunciare cosa c’era dietro e a chi interessava la divisione sciita-sunnita.
“…sostenere la disputa tra sciiti e sunniti mira a seminare la discordia tra i musulmani. Tutte le dispute su questioni etniche, faziose e tribali sono state causate dal Diavolo. Come ci ha insegnato l Profeta Maometto (pace su di lui), la sacralità dei sentimenti e della spiritualità non appartengono solamente ai musulmani sciiti o sunniti, ma a tutta l'umanità e alle diverse religioni divine, ai cristiani, così come agli ebrei e a tutti gli esseri umani…In particolare oggi il mondo islamico ha bisogno di ‘unità più che mai’…”, queste parole furono pronunciate da Ahmadinejad nel 2013, ad una cerimonia coranica di chiusura di un incontro tra Forze armate di vari paesi musulmani.
Anche in molte altre occasioni egli aveva ribadito la necessità storica di una soluzione armonizzata di questo nodo vitale per tutti i paesi islamici.
“…Dietro a tutto questo ci sono le trame malvagie volte a d ampliare ed usare la divisione tra i musulmani sciiti e sunniti, ma noi dobbiamo rovesciare questa progettualità distruttrice sottolineando e perseguendo l'importanza di rafforzare l'unità tra le nazioni musulmane in tutto il mondo…Il regime sionista di Israele ha stabilito il suo dominio su un gruppo di musulmani attraverso l’inganno e la menzogna, e i musulmani non sono abbastanza uniti per affrontare questo regime occupante, a causa di interpretazioni diverse e incomplete del Corano. ”
Anche in questo l’Iran ha correttamente e strategicamente compreso una necessità storica e di prospettiva multipolare per il futuro.
Infatti è dal 1987 che ha istituito la Conferenza Internazionale sull'Unità Islamica ( iuc.taqrib). un evento annuale che si tiene a Teheran, con l'obiettivo di promuovere la solidarietà tra le scuole di pensiero islamiche e favorire l'unità nel mondo musulmano. Organizzata dal Forum Mondiale per la Prossimità delle Scuole di Pensiero Islamico (WFPIST), si svolge tradizionalmente durante la "Settimana dell'Unità Islamica", che commemora l'anniversario della nascita del Profeta Maometto, secondo le tradizioni sunnita (12 Rabi' al-Awwal) e sciita (17 Rabi' al-Awwal). Lo scopo è quello di individuare modalità per l'unità, promuovere la comprensione tra studiosi e leader delle diverse sette, discutere e affrontare le sfide del mondo musulmano. Ad essa partecipano migliaia di studiosi islamici, mufti, ministri, studiosi e personalità di spicco provenienti dall'Iran e da tutto il mondo. Tra gli argomenti trattati figurano il confronto tra i movimenti takfiri, la resistenza palestinese, la "Nazione islamica unificata" e la promozione del rispetto reciproco tra le diverse connotazioni islamiche, oltre alla cooperazione tra gli stati musulmani.
In questo solco lavora il clero sunnita in Iran. Mowlavi Nazir Ahmad Salami, membro del Consiglio supremo del Forum mondiale per la vicinanza delle scuole di pensiero islamiche, membro dell'Assemblea degli Esperti della Leadership in Iran, rappresentante delle comunità sunnite del Sistan e Baluchistan, ha dichiarato, in un'intervista all’agenzia Iqna dopo l’aggressione israelo statunitense, che la rivoluzione islamica alla fine troverà la dignità della Ummah musulmana e la vittoria completa sui nemici dell'Iran: “…L'unità musulmana vanificherà i complotti nemici e neutralizzerà le trame distruttrici pianificate dai nostri nemici…”.
Mawlawi Nazir Ahmad Salami, rappresentante del popolo di Sistan e Baluchestan nell'Assemblea degli Esperti, riferendosi agli sviluppi della regione, ha detto che “…negli ultimi anni si sono verificati crimini spaventosi in Palestina, che, hanno mostrato all’opinione pubblica mondiale, la crudeltà e la spietatezza dei colpevoli e hanno rivelato il vero volto di coloro che affermano di sostenere i diritti umani più che mai. Ed ora nel nostro amato paese, l'obiettivo principale dei nemici è quello di privare la pace e la sicurezza attraverso la semina della discordia...I nemici stanno cercando di raggiungere i loro obiettivi creando divisione e indebolendo la coesione, mentre la Ummah islamica ha goduto di grandi benedizioni materiali e spirituali che, se utilizzate correttamente, possono aprire la strada alla dignità,al progresso ed alla vittoria…se tutti lavorano ‘per lo stesso scopo’ verso la vittoria e la difesa degli oppressi…”, ha affermato.
“…Oggi più che mai, gli sforzi per mantenere l'unità sono essenziali e dobbiamo evitare cose che potrebbero giocare nelle mani del nemico…”, ha detto Mowlavi Nazir Ahmad Salami.
“…I nostri nemici stanno usando l'arma della discordia mentre cercano di minare le nazioni islamiche...essi cercano di supervisionare la disgregazione delle nazioni islamiche e stanno cercando di ridisegnare le mappe del Sistan e Baluchestan in linea con un complotto vecchio di decenni… il nostro paese e popolo, il mondo intero ha attualmente bisogno di unità e giustizia e di eradicazione della discriminazione e della crudeltà più che mai…”, ha dichiarato la guida sunnita iraniana.
Anche le altre minoranze religiose che sono parte del popolo iraniano, si sono schierate fermamente per la difesa della nazione contro l’aggressione.
Dal Mandaeismo, noto anche come nasoreismo o sabianesimo, una religione gnostica, monoteista ed etnica, i cui aderenti, seguono Giovanni Battista noto anche come Ya?y? ibn Zakar?y?. Il numero dei mandaei iraniani è stimata in circa 65.000 seguaci, essi sono concentrati principalmente nella provincia del Khuzestan, dove la comunità ha le sue radici storiche e dove ha sempre vissuto con la popolazione araba locale.
Al Buddismo, che è formato da una piccola comunità ma che è molto rispettata anche nella cultura e nelle arti. La sua presenza in Iran risale al II secolo, quando i parti, come An Shigao, erano attivi nella diffusione del buddismo in Cina. Molti dei primi traduttori della letteratura buddhista in cinese provenivano dalla Partia e da altri regni legati all'attuale Iran.
Anche i Sikh sono presenti nella società iraniana. C'è una comunità di sikh in Iran che conta poche migliaia di persone, che vivono principalmente a Teheran come cittadini iraniani, dove hanno anche quattro gurdwara, tempio e loro luogo di incontro: uno nella capitale e tre fuori, Mashhad, Zahidan e Bushehr. I fedeli sikh sono molto rispettati e hanno dichiarato di non sentire alcuna discriminazione da parte della società iraniana e di sentirsi pienamente parte di essa e di voler condividerne il destino. Fanno anche servizi alla comunità, istituendo scuole e dopo scuola e insegnando ai giovani studenti . Le scuole attaccate alle gurdwaras sono aperte ai non-Sikh.
Come ovunque, anche nel paese islamico esiste una componente che non si riconosce nella religione. I cittadini non religiosi non sono ufficialmente riconosciuti dal governo iraniano.
L’ultimo sondaggio Gallup effettuato aveva rivelato che l'83% degli iraniani affermava che la religione è una parte importante della loro vita quotidiana. Un altro sondaggio online del 2020 condotto da GAMAAN, ha rilevato un numero più elevato di iraniani che si sono auto-identificati come atei, l’8,8%. Altri due sondaggi di GAMAAN, condotti a febbraio e dicembre 2022, sono stati testati meglio rispetto ai dati esterni e in confronto alle indagini di probabilità (ad esempio, sui tassi di occupazione, sulle lingue che le persone parlano a casa e sui tipi di assistenza sanitaria). Queste indagini hanno rilevato che rispettivamente il 10% e il 7% si identificavano come atei. Un altro sondaggio, condotto con l'assistenza dei provider VPN Psiphon e Lantern, ha rilevato nel luglio 2023 che il 7% si è identificato come non religioso e che, avendo introdotto l'opzione per la prima volta, il 16% si è identificato come umanista.
A cura di Enrico Vigna, IniziativaMondoMultipolare/CIVG - 27 marzo 2026

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