Oltre Renzi e Calenda: la lezione del referendum che la sinistra non vuole imparare
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di Michele Blanco
Uno degli aspetti più interessanti della vittoria del No al referendum è che ha messo ben in luce quanto Renzi, Calenda, Picierno e cosidetta "sinistra" per il si etc., contino meno di zero tra le persone e nella società italiana, essi esistono solo nei giornali e nelle televisioni Mainstream che riflettono le posizioni dell'establishment e dei poteri forti. Non portano voti, anzi portano astensionismo, in più portano litigiosità, intrighi, falsità, continue trappole, politiche tecocratiche e reazionarie, rappresentano personale politicante infido, legato agli interessi dei supericchi e pessimi programmi politici neoliberisti, antipopolari e elitisti.
Quindi perché continuiamo a dare per scontato che debbano stare in coalizione del centrosinistra e partecipare alle primarie?
Perché nessuno chiede se in qualche modo si può ottenere che milioni di persone che sono tornati a votare in occasione del referendum vogliono votare per una coalizione con la Picerno, fassino, Renzi o Calenda. Che cosa hanno in comune questi neolibersisti sfegatati e guerrafondai con i molti milioni di persone che vogliono votare per un programma sociale, militanti sindacali e studenti che arrivano nelle famose periferie e tra gli operai giovani e/o migranti?
Perché non si pensa a Demos di Ciani e Giro che è un vero centro moderato con posizioni di pace e reale solidarietà sociale che possono rappresentare veramente la migliore sensibilità cattolica nel paese?
Renzi e Calenda sono due estremisti di centro radicale antipopolari pronti solo a tramare e sfasciare. Se si riuscisse a fare un governo di alternativa comincerebbero a tramare dal primo giorno per buttarlo giù e fare l’ennesima operazione di governi tecnocratici come con draghi e monti. Nel mentre si affacciano altri leader per questo centro senza voti: Ruffini, Onorato.
Perché non si fanno un loro partito draghiano e vediamo quanti voti prendono? Oppure potrebbero unirsi a Forza Italia e riequilibrare al centro la coalizione di destra.
Insomma, ma noi di sinistra, solidari, pacifisti, favorevoli alla sanità pubblica e al salario minimo che avemo fatto de male? Per continuare a sopportare persone di destra che la destra non vuole, che si vogliono candidare per forza con una possibile coalizione progressista seria e se coerente con un programma solidale vero anche vincente.

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