L'agenda dei primi 100 giorni dell'"euroscetticismo" al Parlamento europeo

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L'agenda dei primi 100 giorni dell'"euroscetticismo" al Parlamento europeo


Le elezioni europee del 25 maggio scorso hanno visto l'avanzata dei gruppi euroscettici. Si è parlato di "terremoto" in molti paesi per l'avanzata soprattutto del Fronte Nazionale, l'Ukip e Syriza, che sono divenuti primi partiti in Francia, Regno Unito e Grecia. Nessuno ha però sottolineato a sufficienza come questo risultato costingerà i due gruppi tradizionali –  PSE e PPE – a gettare la maschera della finta opposizione avuta negli ultimi anni per fare nel prossimo Parlamento quello che gli riesce alla perfezione già in diversi paesi, vale a dire fondersi. Con questo scenario si potrebbe creare il paradosso per cui nei prossimi cinque anni, l'Ue procederà più spedita nella creazione degli ultimi tasselli ideati da Bruxelles, in particolare l'introduzione dell'European Redemption Fund (ERF) e l'accordo con gli Usa per un'area di libero scambio (TTIP).

 
Per questo sarà fondamentale che i tre principali gruppi critici dell'attuale architettura istituzionale dell'UE, o "euroscettici" -  l'Europe of Freedom and Democracy (EFD) guidato da Farage e a cui dovrebbe aderire il Movimento Cinque Stelle, l'Alleanza per la Libertà guidato da Marine Le Pen e la Sinistra europea unita di Alexis Tsipras - costruiscano un terreno di dialogo ed un'azione di opposizione comune su un'agenda che per i primi 100 giorni potrebbe essere questa:
 
Opposizione frontale durissima al piano di introduzione di ERF e TTIP
 
Proposta di abolizione immediata del MES e Fiscal Compact, oltre alla rivisitazione dei parametri di Maastricht.
 
La chiusura immediata delle sedi di Lussemburgo e Strasburgo del Parlamento europeo e denuncia di tutti gli altri "sprechi" folli nell'utilizzo dei fondi strutturali e della Pac. Gli stati dovrebbero poterne verificare l'utilizzo e sospendere l'erogazione di quei soldi.
 
Fine immediata del commissariamento e dei piani di "salvataggio" della Troika
 
Proposta di ricorso alla Corte europea dei diritti umani per le gravissime violazioni della Carta di Nizza da parte dei vari Memorandum d'Intesa
 
Il passaggio di una serie di competenze delegate all'Ue agli stati, in vista di una graduale riappropriazione della sovranità fiscale, monetaria e alimentare delegata.
 
Studio e analisi di un potenziale Piano B per i paesi, vale a dire lo smembramento controllato della zona euro, necessario per salvare il resto del progetto europeo. 
 
Presentazione di una mozione di sfiducia per la prossima Commissione europea se continuerà con le stesse politiche che hanno gettato un intero continente nella povertà diffusa e nella disoccupazione di massa.
 
Su questi punti, i tre gruppi devono procedere insieme se vogliono evitare che i prossimi cinque anni non vedano al contrario il trionfo dell'integrazionalismo e dell'austerità di regime. Si tratta dell'ultima chance che la sinistra ha a disposizione per dimostrare che vuole realmente tornare ad incidere positivamente nella tutela dei diritti e nella garanzia di una vita dignitosa del suo vecchio elettorato storico che la sta, giustamente, abbandondando. Se nel prossimo Parlamento europeo, il gruppo guidato da Tsipras non vorrà dialogare su questi temi getterà definitivamente la maschera da "collaborazionista", che ha avuto spesso in questi anni, e di miglior alleato dei partiti di regime al potere. A differenza degli altri due gruppi, la Sinistra europea unita non ha un programma "euroscettico" di per sé, ma il fatto che voglia abolire le politiche di austerità e deflattive di oggi significa immaginare una rivoluzione a 360°, possibile, per essere efficace, solo con un approccio "euroscettico".
 
In un'intervista recente con il quotidiano belga De Standaard, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha dichiarato che "l'intero territorio europeo a parte la Russia sarà nel lungo periodo inglobato nell'Unione Europea". Ha poi aggiunto: "se c'è il supporto da parte dell'opinione pubblica su questo, non lo so. Ma lo faremo lo stesso." Contro questo piano razzista, verso intere popolazioni, fascista e antidemocratico non esiste destra e sinistra. Ma esiste solo chi ha capito che oggi la sfida è tra chi vuole riappropriarsi di quote importanti di sovranità per poter tornare a incidere sulla vita dei propri cittadini, non essendo più solo esecutori passivi di decisioni prese a Berlino, Bruxelles e Francoforte; e chi vuole, attraverso questi organismi sovranazionali, continuare a calpestare la democrazia popolare e decenni di conquiste costituzionali. Deve esistere solo una grande opposizione di blocco per essere efficace. Chi si tirerà indietro dovrà assumersi le sue responsabilità con la storia...
 
Dite la vostra su come dovrebbero comportarsi i gruppi euroscettici e sull'agenda dei provvedimenti da proporre sul gruppo Facebook Game Over Europa....

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