L'altro "divieto" che è stato tranquillamente annunciato la scorsa settimana

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L'altro "divieto" che è stato tranquillamente annunciato la scorsa settimana

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 La maggior parte del mondo è in subbuglio in questo momento per l’ordine esecutivo con cui Trump, venerdì 27 gennaio, ha bloccato per 90 giorni gli ingressi negli Stati Uniti di persone provenienti da sette paesi a maggioranza islamica  

Ma c'è un altro divieto che è stato tranquillamente proposto la scorsa settimana, e questo ha implicazioni ben più ampie : il divieto di contanti.

Da Vocidallestero:

 Dopo avere interrotto la produzione di banconote da 500 euro, sembra che l’Europa si stia dirigendo verso il sogno utopico di una società senza contanti. Pochi giorni dopo che l’élite di Davos ha discusso il motivo per cui il mondo ha bisogno di “sbarazzarsi della moneta”, la Commissione europea ha presentato una proposta per varare “restrizioni ai pagamenti in contanti”.

Con Rogoff, Stiglitz, Summers e altri che chiedono la fine del contante – perché solo i terroristi e gli spacciatori hanno bisogno di contanti (niente a che fare con il controllo totalitario della ricchezza di una nazione) – non siamo sorpresi che appaia questa proposta della Commissione europea (santuario dello statalismo)…

Il 2 febbraio 2016 la Commissione ha pubblicato una Comunicazione al Consiglio e al Parlamento su un piano d’azione per intensificare ulteriormente la lotta al finanziamento del terrorismo (COM (2016) 50). Il piano d’azione si basa sulle norme UE esistenti per adattarsi alle nuove minacce e mira ad aggiornare le politiche dell’UE, in linea con gli standard internazionali. Nel contesto dell’azione della Commissione per estendere il campo di applicazione del Regolamento sui controlli di denaro contante in entrata o in uscita dalla Comunità, si fa riferimento all’opportunità di esplorare l’importanza di potenziali limiti verso l’alto al pagamento in contanti.

Il piano d’azione afferma che “I pagamenti in contanti sono ampiamente utilizzati nel finanziamento di attività terroristiche… In questo contesto, potrebbe anche essere esplorata l’opportunità di eventuali limiti verso l’alto nei pagamenti in contanti. Diversi Stati membri hanno in essere divieti per i pagamenti in contanti al di sopra di una specifica soglia”.

Il contante ha l’importante caratteristica di offrire anonimato nelle transazioni. Questo anonimato può essere voluto per motivi legittimi (ad esempio la tutela della privacy). Ma può anche essere utilizzato impropriamente per il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. La possibilità di condurre grandi pagamenti in contanti facilita il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo a causa della difficoltà nel controllare le transazioni in contanti.

Potenziali restrizioni ai pagamenti in contanti sarebbero un mezzo per combattere le attività criminali che implicano grandi operazioni in contanti da parte di reti criminali organizzate. Limitare i grandi pagamenti in contanti, in aggiunta alle dichiarazioni sul possesso di contanti e ad altri obblighi antiriciclaggio, ostacolerebbe il funzionamento delle reti terroristiche, e di altre attività criminali, ovvero avrebbe un effetto preventivo. Inoltre faciliterebbe ulteriori indagini per rintracciare le transazioni finanziarie legate all’esecuzione di attività terroristiche. Indagini efficaci vengono ostacolate perché i pagamenti in contanti sono anonimi. In questo modo le restrizioni ai pagamenti in contanti agevolerebbero le indagini. Tuttavia, poiché le transazioni in contanti afferiscono al sistema finanziario, è essenziale che le istituzioni finanziarie abbiano controlli e procedure adeguate che consentano loro di conoscere la persona con cui hanno a che fare. Un’adeguata due diligence sui clienti nuovi ed esistenti è una parte fondamentale di questi controlli, in linea con la direttiva contro il riciclaggio di denaro.

I terroristi usano denaro per sostenere le loro attività illegali, non solo per le transazioni illegali (ad esempio l’acquisto di esplosivi), ma anche per i pagamenti in apparenza legali (ad esempio le operazioni per l’alloggio o il trasporto). Anche se una restrizione sui pagamenti in contanti sarebbe certamente ignorata nelle transazioni che in ogni caso sono già illegali, la limitazione potrebbe creare un ostacolo significativo all’esecuzione di operazioni ausiliarie alle attività terroristiche.

La criminalità organizzata e il finanziamento del terrorismo si basano sul pagamento in contanti per lo svolgimento delle loro attività illegali, e ne beneficiano. Limitando la possibilità di utilizzare i contanti, la proposta contribuirebbe a interrompere il finanziamento del terrorismo, poiché la necessità di utilizzare mezzi non anonimi di pagamento scoraggerebbe l’attività o contribuirebbe a una sua più facile individuazione e identificazione. Qualsiasi proposta del genere mira anche ad armonizzare le restrizioni in tutta l’Unione, creando così condizioni di parità per le imprese e la rimozione delle distorsioni alla concorrenza nel mercato interno. Promuoverebbe inoltre la lotta al riciclaggio di denaro, alla frode fiscale e alla criminalità organizzata.

E poi proprio alla fine, si menzionano i “diritti fondamentali”…

Anche se avere la facoltà di pagare in contanti non costituisce un diritto fondamentale, l’obiettivo dell’iniziativa, che è quello di evitare l’anonimato consentito dal pagamento in contanti, potrebbe essere considerato come una violazione del diritto alla privacy sancito dall’articolo 7 della Carta UE dei diritti fondamentali. Tuttavia, come integrato dall’articolo 52 della Carta, possono essere apportate delle limitazioni nel rispetto del principio di proporzionalità, se sono necessarie e vanno incontro alle finalità di interesse generale riconosciute dall’Unione o all’esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui. Gli obiettivi delle potenziali restrizioni ai pagamenti in contanti potrebbero soddisfare tale descrizione. Va inoltre osservato che le restrizioni nazionali ai pagamenti in contanti non sono mai state contestate con successo in quanto violazione dei diritti fondamentali.

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