L'Ambasciata d'Iran in Italia denuncia: Attaccato il sito nucleare di Natanz, rischi per i civili

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In un momento di estrema tensione internazionale, riceviamo e pubblichiamo la nota ufficiale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran in Italia. Il documento denuncia con forza i raid condotti da Stati Uniti e Israele lo scorso 28 febbraio, definendoli un'aggressione premeditata contro civili, infrastrutture sensibili e la stessa leadership del Paese. Richiamando l'Articolo 51 della Carta ONU, Teheran rivendica il diritto all'autodifesa e chiede alla comunità internazionale di accertare le responsabilità per le gravi violazioni del diritto umanitario.

Segue comunicato dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran in Italia:

Il 28 febbraio 2026, gli Stati Uniti, in collusione con Israele, hanno compiuto per la seconda volta negli ultimi mesi un atto di aggressione non provocato e premeditato contro la Repubblica Islamica dell’Iran. Gli attacchi hanno deliberatamente preso di mira aree civili densamente popolate in diverse grandi città, dove risiedono milioni di persone. A causa di questi brutali attacchi armati, centinaia di civili sono stati uccisi e molti altri sono rimasti feriti.

L’aggressione in corso e il deliberato attacco contro infrastrutture civili da parte dei regimi degli Stati Uniti e di Israele costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale.
Secondo quanto riportato, gli attacchi hanno colpito siti civili, tra cui scuole, ospedali, edifici residenziali e strutture mediatiche. In particolare, si sostiene che una scuola elementare a Minab e un centro sportivo a Lamerd siano stati presi di mira, causando numerosi morti e feriti. I rapporti indicano inoltre danni a strutture appartenenti alla Mezzaluna Rossa iraniana, a diversi ospedali e a una stazione televisiva nazionale.

Inoltre, l’impianto nucleare iraniano di Natanz, che opera sotto le garanzie dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), è stato preso di mira. Queste azioni sollevano serie preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi per la popolazione civile e per l’ambiente.

Un attacco mirato a Teheran avrebbe causato la morte della Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, insieme a membri della sua famiglia. L’Iran definisce questo atto una grave violazione delle norme internazionali e dei principi che regolano la protezione della leadership statale.

La Repubblica Islamica dell’Iran considera queste azioni chiare violazioni del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite, in particolare il divieto dell’uso della forza contro la sovranità e l’integrità territoriale degli Stati. Colpire civili e infrastrutture civili costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani.

L’Iran invita la comunità internazionale, incluse le Nazioni Unite e l’AIEA, a condannare questi attacchi e ad adottare misure appropriate per garantire l’accertamento delle responsabilità e la tutela della pace e della sicurezza internazionale. Tutti gli Stati hanno l’obbligo di non assistere né sostenere atti che violino il diritto internazionale e dovrebbero astenersi dal fornire supporto politico o materiale che possa contribuire a tali azioni.

Le Nazioni Unite, in particolare il Consiglio di Sicurezza, hanno la responsabilità di affrontare questi sviluppi e di difendere i principi della Carta dell’ONU. L’Iran chiede un’azione internazionale decisa per prevenire un’ulteriore escalation e per garantire il rispetto delle norme giuridiche internazionali.
La Repubblica Islamica dell’Iran ribadisce di non aver iniziato alcuna guerra e che questi eventi rappresentano atti di aggressione contro il Paese. Qualsiasi misura intrapresa dall’Iran sarà conforme al suo diritto intrinseco all’autodifesa ai sensi dell’Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e pienamente in linea con il diritto internazionale.

L’Iran sottolinea inoltre il proprio impegno nei confronti del diritto internazionale umanitario, evidenziando che le sue azioni difensive sono dirette esclusivamente contro obiettivi militari legittimi collegati agli aggressori e non contro la sovranità o l’integrità territoriale dei Paesi vicini.
La Repubblica Islamica dell’Iran riafferma il proprio rispetto per i principi di buon vicinato e per la stabilità regionale.

I responsabili degli atti di aggressione e della conseguente perdita di vite umane dovranno infine essere ritenuti responsabili ai sensi del diritto internazionale”.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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