L'apologia di Draghi: davvero a questo è arrivato il Manifesto?
di Giuseppe Masala
La completa degenerazione della sinistra in un singolo titolo di giornale.

Il Manifesto (giornale a detta loro comunista, in realtà genderista e schiavista) ammonisce la plebe che "la pacchia è finita". Traduco: "Hai votato M5S perché sei disoccupato e contavi su qualche soldo dal reddito di cittadinanza? Stronzo, la pacchia è finita. Non avrai nulla. Il Grande Mario Draghi ti farà vedere chi comanda" oppure ancora: "Sei un carpentiere di sessantacinque anni che sperava nella fine della legge Fornero per andare in pensione e hai votato Lega? Stronzo, devi lavorare fino a 67 e se ti schianti sul selciato guarderemo il tuo cervello spappolato. E' arrivato Mario Draghi per farti vedere che comandiamo noi".
Potete continuare voi a piacimento...
Siamo arrivati alla idolatria di uno dei banchieri centrali più intrinsecamente fascisti che nel 2011 arrivò al punto di scrivere una lettera di minaccia al governo italiano nel caso in cui quest'ultimo non avesse posto in essere il massacro sociale poi fatto da Mario Monti.
Siamo oltre l'assurdo, oltre la pazzia, oltre il delirio, oltre l'arroganza. Per intenderci, nemmeno il Giornale di Sallusti ha fatto un titolo così marcatamente fascista, antipopolare, classista e profondamente antidemocratico. Questa è la cosiddetta sinistra di classe: si, la classe di chi con lo champagnino guarda Roma e l'Italia da un terrazzo dei Parioli.
Ps Scusate per la violenza del post. Ma di fronte alla violenza di un titolo come questo (da un giornale che si pretende comunista) è giusto rispondere per le rime

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