Lavrov in Bulgaria per discutere del South Stream

Sofia ha da poco fermato i lavori su richiesta di Bruxelles

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 Seguendo i recenti sviluppi sulla realizzazione del gasdotto South Stream che aggirando l'Ucraina si getta nel Mar Nero prima di riemergere in superficie e attraversare Bulgaria, Serbia, Ungheria per terminare a Baumgarten, nella centralissima Austria, si nota che tutta l'Europa è improvvisamente concentrata sui guadagni per la Russia da un progetto che potrebbe essere il più importante non solo per il futuro energetico dell'Europa, ma per l'impatto che la Russia continuerà ad avere sulla Germania e gli altri Stati europei. E, naturalmente, per l’Ucraina dal momento che se la Russia riuscisse ad aggirare completamente Kiev come hub di transito tradizionale per il gas russo, questo renderebbe il paese, e la sua guerra civile in corso, del tutto irrilevante non solo per la Russia, ma peggio, per l'Europa, il FMI, e anche per gli strenui "sostenitori e alleati" occidentali dell'Ucraina. 


 
 Quanto l'Europa percepisca la minaccia russa del "South Stream", scrive il blog ZeroHedge, emerge in un commento al New York Times rilasciato da Günther Oettinger, commissario europeo per l'energia, che nota come la crisi Ucraina "abbia notevolmente rallentato i nostri progressi sul South Stream .. Non possiamo cedere ai russi ogni volta". Ahimè, commenta il blog americano, dal momento che i russi controllano il gas, l'Europa non ha scelta.
 
Mentre in Ucraina è in corso una guerra civile - di cui i media occidentali si ricordano solo per domandarsi quale sarà la reazione di Putin all’assedio dell’Esercito ucraino di Donetsk e Lugansk -  ciò che Putin, o meglio il suo Ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, stanno effettivamente facendo, è ignorare completamente la situazione in Ucraina (dove l'Occidente ha da tempo riconosciuto la perdita della Crimea a favore del Cremlino), e concentrarsi invece sul successo del lancio di South Stream. Dal momento che la Russia ha già firmato un accordo storico con l'Austria nel mese di giugno, questa volta Lavrov si è recato in visita in Bulgaria.
 
Come riporta Reuters, i tempi per la costruzione del gasdotto South Stream sono rispettati e, secondo Lavrov, l'Unione europea dovrebbe riprendere la discussione del progetto
 
“La Bulgaria è un sostenitore del progetto, la cui costruzione ha alimentato le tensioni tra l'Occidente e Mosca, in particolare sulla scia dell’annessione della Crimea alla Russia. Ma, il mese scorso, il governo del primo ministro Oresharski ha sospeso i lavori di costruzione del tratto bulgaro per volere di Bruxelles, in attesa di una decisione sul se il progetto viola il diritto comunitario.”
 
Questo, suggerisce ZeroHedge, aiuta a fare luce sul motivo per cui a giugno la Bulgaria ha sperimentato la più grande corsa agli sportelli in 17 anni, che si è conclusa con la nazionalizzazione della quarta banca del Paese e ha portato il primo ministro ad annunciare le sue dimissioni anticipate.
 
Così, nel vuoto di potere bulgaro, il ministro degli esteri Kristian Vigenin ha detto che "il gasdotto è molto importante per l’UE, la sua costruzione deve essere conforme alle leggi europee" nel corso di un briefing con il suo omologo russo, Sergei Lavrov. Ha anche detto che la Bulgaria è favorevole ad una rapida ripresa dei lavori del South Stream, il che significa che l'Europa dovrà impegnarsi di più nel suo tentativo di impedire la realizzazione di un gasdotto che aggiri l’Ucraina. 
 
C’è infine da aggiungere che il primo ministro Dmitry Medvedev, in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo serbo Aleksandar Vučić, ha reso noto che nei prossimi giorni la Russia e la Serbia sono pronte a firmare un accordo per la costruzione del tratto serbo del gasdotto "South Stream".
 
In altre parole, la grande lotta della guerra fredda 2.0 per le sfere di influenza in Europa orientale è aperta, conclude ZeroHedge.

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