Lavrov sulla Siria: "Irrealistico far dimettere Assad".

Mentre il ministro degli esteri italiano Terzi si dichiara ottimista delle possibili evoluzioni russe in sede Onu, Lavrov non muta la posizione intransigente del Cremlino

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Lavrov sulla Siria: "Irrealistico far dimettere Assad".

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Sull'evoluzione delle sanzioni Onu contro il regime Damasco sarà fondamentale la posizione di Mosca. In un'intervista a Skytg24 il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha lungamente affrontato il discorso con ottimismo, dichiarando che la situazione del Consiglio di sicurezza sulla crisi siriana ''non e' completamente congelata'' e la posizione russa ha ''mostrato un minimo di evoluzione''.  Mosca, spiega il ministro, parte da una "base diversa perché' ritiene che il regime sia ancora in qualche modo rappresentativo, uno dei rappresentanti legittimi della società siriana. L'opposizione invece pone come condizione fondamentale l'esclusione del regime, la partenza di Assad prima dell'arrivo di qualche trattativa". "La posizione russa -continua il ministro degli Esteri, parlando della nuova risoluzione che viene preparata al Consiglio di Sicurezza dell'Onu- ha avuto un minimo di evoluzione. Adesso si tratta di far si' che Mosca capisca che i suoi interessi fondamentali nel mondo arabo dipendono soprattutto dal posizionamento che avra' in questa risoluzione del Consiglio di Sicurezza". Questa decisione, secondo il titolare della Farnesina, ''deve andare nel senso di cio' che prevede la risoluzione dei Paesi occidentali: la fine immediata delle violenze; l'attuazione del piano Annan attraverso una risoluzione vincolante e la capacita' di osservazione da parte della missione Onu che rappresenti un deterrente reale'' alle violenze perpetrate dal regime. 
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha comunque ribadito l'intransigenza della posizione del Cremlino. "E' semplicemente irrealistico convincere il presidente siriano Bashar al-Assad a dimettersi”, ha dichiarato il capo della diplomazia moscovita. “La questione non è legata alle nostre preferenze, simpatie o antipatie". Assad "non uscirà di scena, non perché noi lo difendiamo - ha spiegato - ma perché dalla sua parte c'é una gran parte significativa della popolazione siriana". Lavrov ha poi aggiunto che la Russia si sente "ricattata" dall'Occidente che, a suo dire, vuole legare la questione del prolungamento del mandato degli osservatori in Siria con il via libera all'uso della forza contro il regime di Damasco. "Ci dicono: se non acconsentirete all'adozione di una risoluzione sotto il Capitolo VII, noi rifiuteremo di prolungare il mandato della missione di osservatori nel Paese" ha lamentato Lavrov. "Crediamo che questo sia un atteggiamento controproducente e pericoloso - ha aggiunto - in quanto usare gli osservatori come moneta di scambio e' inaccettabile". Il ministro degli Esteri russo si è detto inoltre preoccupato per il crescente ruolo che Al Qaeda sta avendo in Siria. "Preoccupa molto che, a giudicare dalle numerose testimonianze nel Paese, cresce l'attività della cosiddetta terza forza rappresentata da al Qaida e dalle organizzazioni estremiste ad essa vicine".

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