Le contraddizioni del mercato delle armi indiano

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Le contraddizioni del mercato delle armi indiano

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di Valentina Racioppi


Secondo il gruppo di ricerca svedese Stockholm International Peace Research Institute, l'India è il più grande importatore di armi al mondo. New Delhi ha sostituito la Cina come più grande acquirente mondiale di armi nel 2010.
 
L'India detiene il 14 % del volume di trasferimenti internazionali di armi e il 75% delle sue importazioni sono state di provenienza russa nel periodo che va dal 2009 al 2013.
 
Oggi l’India ha cominciato a modernizzare il vecchio equipaggiamento militare sovietico e a diversificare l’origine della fornitura di armi, ampliando i rapporti con gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e l'Italia. Questo nuovo modello di acquisto di armi indica che è probabile che la Russia dovrà affrontare in futuro una forte nuova concorrenza di altri fornitori di armi nel mercato indiano. L'export di equipaggiamenti militari Usa verso l'India è infatti passato dai 237 milioni di dollari del 2009, agli 1,9 miliardi dell'anno scorso.
 
L'India, che sta accrescendo la sua forza militare, è seguita dalla Cina e dal Pakistan. 
 
I paesi in via di sviluppo sono stati i principali acquirenti di armi negli ultimi quattro anni e il valore totale dei trasferimenti dello scorso anno è stato di 30,7 miliardi dollari, ovvero il  76,2% delle vendite totali. 
 
I bilanci della difesa dei paesi più sviluppati, soprattutto in Europa stanno subendo tagli massicci. Nei primi anni della crisi finanziaria, i bilanci della difesa erano posti sotto poca pressione e anzi sono stati spesso visti come parte di un più ampio sforzo di stimolo economico. Ma con la messa a fuoco del welfare state incentrato sull’austerità, questa dinamica è cambiata. Il risultato è che le nazioni in via di sviluppo hanno continuato ad essere l'obiettivo primario della vendita di armi all'estero da parte dei paesi europei e di Washington. 
 
Ma come mai il mercato indiano non è in grado di produrre le proprie armi? 
 
La sovrastruttura di inefficienza indiana sorretta da corruzione e inerzia è una delle cause.
 
Un’altra motivazione è il nesso tra il ministero della Difesa e le aziende di armi di proprietà dello Stato, che limita l’incidenza del settore privato, soggetto al principio della concorrenza.  

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