Naredra Modi. Un leader controverso possibile futura guida dell'India

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Naredra Modi. Un leader controverso possibile futura guida dell'India

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di Valentina Racioppi
 

Gli ultimi sondaggi mostrano come Narendra Modi, membro del partito nazionalista- indù Bharatiya Janata Party (BJP), sia designato ad essere probabilmente il vincitore delle elezioni, con una maggioranza assoluta schiacciante in un paese nel quale i partiti hanno sempre formato governi di coalizione.  
 
Da una delle più prospere crescite economiche mai raggiunte, il paese sta rallentando, specialmente sul tema della disoccupazione e della creazione di nuovi posti di lavoro e sugli investimenti messi in atto dalla Banca Centrale. Ciò ha portato le più grandi multinazionali straniere a ridurre gli accordi con Nuova Delhi, a causa della corruzione burocratica così come del governo.  
 
Il sessantatrenne Modi è al suo quarto mandato consecutivo come primo ministro dello stato occidentale del Gujarat. Modi, che viene considerato come un amministratore del non-sense, specialmente per diverse affermazioni fatte, ma anche come un decision-maker molto astuto, è artefice di uno sviluppo del suo governo mai visto in India e che parla da sé. Appassionato di tecnologia, ha usato il potere di e-governance per cambiare radicalmente le funzioni amministrative nel suo stato. Tuttavia, grazie ad una serie di eventi tragici avvenuti poco più di un decennio fa, Modi è visto anche come il leader più polarizzato nell’India di oggi. Dal punto vista amministrativo, Narendra Modi ha dunque raggiungo risultati e traguardi più che soddisfacenti, ma la grande controversia che si cela dietro questo uomo riguarda le idee religiose e razziali. L'accusa contro Modi che proietta l'ombra più lunga riguarda gli atti di violenza di massa in Gujarat nel 2002. Un treno prese fuoco in una città chiamata Godhra, causando 59 morti. Voci di corridoio subito puntarono il dito contro gli estremisti musulmani. Per vendetta, gli estremisti indù uccisero tra 1.000 e 2.000 musulmani. Ma non vi fu mai chiarezza definitiva riguardo questo incidente. Una commissione locale deve, 12 anni dopo, ancora pubblicare una relazione finale al riguardo. Un'altra commissione, istituita dal governo centrale, ha concluso che l'incendio è stato accidentale. Modi, che allora era in carica da meno di un anno, fu accusato di complicità nel massacro dei musulmani, accusa che tuttora rimane nonostante il caso sia stato archiviato dalla Corte Suprema. Ciò è scaturito dal passato politico di Modi: prima di essere eletto PM del Gujarat era uno degli organizzatori del RSS, un gruppo dedicato a induismo e agitazioni anti-musulmane. Alcuni Stati occidentali presero sul serio l'accusa di negargli il visto, fino all’anno scorso non poteva entrare in territorio inglese e americano. Modi, in quanto fervido nazionalista razziale, incarna un principio che spesso ha lottato contro la democrazia, è che a volte l’ha anche distrutta. Ora che tutto il mondo ha gli occhi puntati sull’India ci si domanda se, in caso di vincita, Modi riuscirà a ridurre l’influenza razziale del suo pensiero politico e se riuscirà a risollevare l’economia indiana. 

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