Le ipocrisie del mondo arabo
Non c'è nessuna scusa ammissibile per le violenze contro i simboli americani
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Partendo dalle parole di uno dei manifestanti egiziani che protestava contro l'ambasciata americana al Cairo - “Non abbiamo mai insultato nessun profeta, né Mosè né Gesù, perché non possiamo avere lo stesso rispetto per Maometto? Obama deve scusarsi” - Friedman in Look your mirror analizza le proteste anti-occidentali scoppiate nel mondo arabo, con una accusa forte alle popolazioni di quella regione ed una accurata difesa dei valori americani.
Rispetto ai manifestanti nel mondo arabo, Friedman sottolinea come un insulto — anche il peggiore come quello del video blasfemo diffuso su You Tube — non giustifica le violenze contro le ambasciate e l'uccisione di persone umane. Non c'è nessuna scusa ammissibile per questo. E prima di domandare una scusa ufficiale da Obama, continua Friedman, le popolazioni del mondo arabo in rivolta dovrebbero fare un esame di coscienza, visto che passano la maggior parte del loro tempo ad insultare sciiti, ebrei, cristiani ed in generale tutti quelli che non sono sunniti o fondamentalisti islamici. In alcuni paesi, l'odio e l'intolleranza sono divenuti proprio l'elemento fondante della società civile.
Come reporter ebreo che ha vissuto e lavorato per anni nel mondo islamico, Friedman dichiara di sapere bene che queste espressioni di intolleranza sono solo parte della società civile e che ci sono molti esempi ed elementi di tolleranza. Le società musulmane sono realtà estremamente complesse e quel protestante al Cairo ha ragione: l'America deve rispettare la fede ed i profeti delle altre religioni. Ma la stessa osservazione ha anche un altro punto di vista possibile: il presidente americano ed i principali giornali del paese condannano con veemenza i discorsi di odio contro le altre religioni. “I vostri – conclude Friedman rivolgendosi direttamente alle popolazioni arabe - che fanno?”

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