Le menzogne anti-cinesi di Salvini danneggiano l'interesse nazionale

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Le menzogne anti-cinesi di Salvini danneggiano l'interesse nazionale


Si possono dire in un minuto le stupidaggini sinofobe che ci ha regalato Salvini intervistato ieri dal Premio Pullitzer Giletti che annuiva?
  
Il video che registra il record è sconsigliato ad un pubblico particolarmente sensibile all'informazione:




“Il virus arriva da là ormai mi sembra chiaro ed evidente”. E su questo complottismo di Salvini che allude nuovamente alle fake news che aveva reso virale (con figuraccia al seguito) qualche settimana orsono non vogliamo aggiungere nulla di più di quanto scrivevamo qui. 
 
L’Italia, secondo il leader ultra-liberista leghista, in estrema sintesi, rischia di diventare una colonia cinese a cui stiamo per consegnare il nostro debito. Travisando totalmente un articolo di Alessandro Di Battista sul Fatto Quotidiano di ieri - in cui si evidenziava correttamente, al contrario, come il peso negoziale dell’Italia in Europa sia aumentato anche grazie al rapporto che il nostro paese ha saputo costruire con la prima potenza economica mondiale e con il paese che sta dimostrando di uscire meglio dalla tempesta pandemica - Salvini aizza il peggio della sua sinofobia, dimostrando, per l’ennesima volta di non volere gli interessi nazionali. In un paese con oltre 100 installazioni militari statunitensi e con una cinquantina di bombe nucleari Usa si sa bene quali sono i nostri colonizzatori e padroni. Quindi la domanda resta sempre la stessa: per conto di chi queste affermazioni anti-cinesi Salvini? 

Forse è l’esigenza di dirottare la crescente indignazione generale sulla gestione dell’emergenza da parte della Lombardia che rischia un meritato commissariamento. Anzi, doveva essere già stato fatto per manifesto fallimento dell'estremismo liberista che ha sconvolto la regione a guida Lega. O forse, più semplicemente, l'ordine per Salvini di infangare la Cina è arrivato da chi muove da sempre la politica estera e che ora sta vedendo l'opinione pubblica italiana prendere finalmente coscienza. In prima linea con noi ad affrontare quest'emergenza non ci sono gli "alleati" - non ci sono i padroni della Lega di Salvini - ma quei paesi come Cina, Russia e Cuba che vi avevano descritti come "nemici" da odiare. E i risultati sono questi, che piacciano o meno a Salvini o qualche suo alleato complottista da La Stampa di Torino:



La partita epocale che stiamo vivendo e la difficilissima fase di ricostruzione che dovremmo affrontare richiedono altre persone, altro spessore morale, un’altra gravitas rispetto alle menzogne dell'estremista liberista il cui modello “lombardo” mostra il fallimento al mondo proprio in questi giorni.

L’Italia, come ha scritto Kartana recentemente in questo giornale, si trova per la sua posizione geografica nell’interesse geopolitico delle tre principali potenze mondiali: Usa, Cina e Russia hanno dimostrato - da ultimo il Memorandum di Trump - come ci considerino il perno del Mediterraneo e nessuno dei tre è disposto a farci fallire. Chi lo ha compreso e chi vuole portare questa forza negoziale a Bruxelles per evitare l’ennesima umiliazione sui finti tavoli di Bruxelles, chiedendo, al contrario, riscatto nazionale e vera ricostruzione, sta facendo l'interesse generale. Chi, come Salvini, sfrutta la sinofobia per relegare l’Italia ad altri Trent’anni di protettorato tedesco, prosegue solo nel suo business as usual anti-italiano.
 
La Redazione

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