Le presidenziali francesi potrebbero dare il via alla disintegrazione dell'euro. Martin Armstrong
E' solo una questione di tempo ma primo o poi l'euro crollerà, sostiene Martin Armstrong sul suo blog. Le elezioni presidenziali francesi potrebbero dare il via alla disintegrazione dell'euro. La ragione è molto chiara. L'abisso economico con la disoccupazione giovanile oltre il 60% testimoniano il completo fallimento di creare nuovi posti di lavoro e la disoccupazione generale al 20% in Eurolandia significherebbe la fine della moneta unica con massicci disordini civili. Il problema non è la Grecia. La Grecia sta illustrando il problema. Bruxelles sta resistendo, ma la fine del gioco è iniziata nel 2008. Questo è stato l'anno fatidico per l'euro, la fine dei tempi per l'Europa.
Dal punto di vista temporale Armstrong colloca la fine dell'Euro nel 2018 o al più tardi nel 2020/2021 su un normale ciclo commerciale. Data limite: 2025.

L'economia dietro l'Euro è un disastro totale. Il difetto fatale è stato il rifiuto di consolidare i debiti dei membri per completare il requisito di una moneta unica come un unico debito. Questo è ciò che si ottiene quando dei burocrati guidano uno Stato. Sanno come scrivere le leggi e punire le persone che non le rispettano. Ma non capiscono l'economia o la natura umana.
E' una tragedia greca mescolata con una commedia degli errori e persone a Bruxelles che si rifiutano di ammettere che la nave sta affondando, conclude Armstrong.

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