Le scuse ironiche di un "profeta di sventura"

"La ricetta tedesca ha funzionato". Siamo sicuri sig. Schäuble?

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Le scuse ironiche di un "profeta di sventura"

Riprendendo l'articolo in settimana di Schäuble sul Financial Times - "Ignore the doomsayers: Europe is being fixed", in cui il ministro delle finanze tedesco afferma che "La zona euro è chiaramente in via di guarigione, sia strutturalmente che ciclicamente" e che "la ricetta intrapresa dalla Germania ad inizio decennio che il Regno Unito fece negli anni '80, la Svezia e la Finlandia nei primi anni '90, l'Asia alla fine degli anni  '90 ha funzionato, ora come allora, con gran dispiacere e perplessità dei numerosi critici", Ambrose Evans-Pitchard nell'ultimo post del suo blog sul Telgraph usa toni sarcastici e chiede scusa per una serie di dati che aveva ricordato recentemente da profeta di sventura.
In primo luogo, chiede scusa per aver ricordato che la disoccupazione è al  27.8% in Grecia, 26.3% in Spagna, 17.3% a Cipro, e 16.5% in Portogallo e per aver segnalato che sarebbe stata anche peggio se non fosse stato per un esodo di massa di rifugiati interni dell'Unione Europea.
In secondo luogo, per aver ricordato che la Troika aveva originariamente previsto per  l'economia greca una contrazione del  2.6% nel 2010 e  poi una forte ripresa, mentre nei fatti si è contratta di circa il  23% e secondo il  think-tank IOBE si ridurrà di un altro 5% quest'anno. "Scostamenti che ben rientrano nei normali margini di errore previsionale". 
 
In terzo luogo, per aver ricordato che gli andamenti del debito in Spagna, Grecia, Italia e Irlanda si sono impennati a seguito  dei piani di austerità, e che quindi tali politiche sono  state autolesioniste. Il rapporto debito/PIL  in Italia è salito al 130%, suggerendo che il debito non può non continuare a crescere a fronte di una contrazione del PIL nominale.
In quarto luogo, per aver ricordato che gli effetti delle riforme tedesche dell'era Schröder abbiano prodotto vantaggi di competitività tedesca come risultato della compressione  dei salari attuata nel quadro di una politica beggar-thy-neighbor con i partner europei. E per aver suggerito che che l'UE stesse ripetendo i peggiori errori commessi dal Gold Standard  tra le due guerre mondiali,  o che il gruppo dei creditori capeggiato dai  tedeschi stesse facendo alla Spagna esattamente quello che  il gruppo di creditori capeggiato dagli USA fece alla  Germania nel 1928-1933.
In quinto luogo, per aver dubitato che fosse possibile applicare senza conseguenze in  un'unica area valutaria delle politiche di contrazione al Sud e di espansione al Nord. 
Infine, per aver sbraitato per due anni che l'UE  si sarebbe dissolta a meno che  la Germania non avesse consentito alla BCE di assumersi le sue responsabilità agendo come prestatore di ultima istanza nei confronti degli stati sovrani, come alla fine ha fatto, a un passo dalla rovina, nel luglio 2012. 
La zona euro è in ripresa, conclude Evans-Pitchard, e non risentirà del  forte aumento del tasso di cambio dell'euro degli ultimi sei mesi; dell’aumento di 70 punti base del costo del denaro generati dal Tapering della FED; della crisi dei mercati emergenti. E poi non importa se  l’aggregato monetario  M3  è franato più volte, rallentando fino a livelli di stagnazione, o che il credito UEM si sia contratto  al ritmo accelerato dell' 1.6% nel mese di luglio.

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