"L'euro un sistema valutario peggiore del Gold Standard". Paul Krugman
Per il premio Nobel dell'economia stiamo ripercorrendo in slow motion gli anni '30...
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Nel suo ultimo post sul suo blog sul New York Times, Paul Krugman scrive come, per chi avesse affrontato studi in riferimento alla Grande Depressione, la crisi del 2008 appariva come un replay degli Anni '30, non solo per la profondità della depressione, ma anche per la spirale politica discendente verso la dittatura e la guerra. Tuttavia, la crisi bancaria è stata contenuta, la caduta della produzione e dell'occupazione è stata livellata, e la cultura politica democratica dell'Europa moderna si è dimostrata più resistente di quella degli anni tra le due guerre. Quindi tutto risolto? Non proprio, sostiene il premio Nobel per l'economia.


In termini economici, invece di rispondere efficacemente alla crisi si è preferita la via dell'austerità e in Europa si è aggiunto una politica monetaria errata e un sistema valutario peggiore del gold standard. Il risultato, prosegue Krugman, è che, mentre i primi anni di questa crisi sono stati di gran lunga migliori rispetto agli Anni '30, a questo punto la performance economica dell'Europa è in realtà peggiore di quanto non fosse nel 1935.
E anche il quadro politico si sta deteriorando. Una nazione europea ha già raggiunto il punto in cui il suo leader dichiara apertamente la sua intenzione di porre fine alla democrazia liberale; grazie all'austerità, partiti estremisti stanno guadagnando terreno nelle elezioni, con la Svezia come ultimo shock. E, naturalmente, i movimenti separatisti stanno spaventando tutti.
E' ancora nulla rispetto agli anni '30, politicamente parlando. Ma ci si inizia a chiedere se l'auto-celebrazione sulla gestione politica della Depressione 2.0 finirà per apparire una sciocchezza, quanto, conclude il premio Nobel, l'ottimismo sull'economia di pochi anni fa.

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