L'Europa deve essere cauta con la Turchia
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Alcuni paesi dell'UE sono disposti a "mettere da parte i valori europei" e schierarsi con la Turchia per affrontare la crisi dell'immigrazione, scrive il ricercatore Adriel Kasonta per la rivista The National Interest. L'autore mette in discussione la "credibilità" della Turchia, che difende i propri interessi e insiste sul fatto che l'UE deve prestare attenzione a questo paese.
Lo scorso novembre l'Unione europea e il governo della Turchia hanno raggiunto un accordo che porterà i paesi europei a versare ad Ankara oltre tre miliardi nei prossimi due anni, a semplificare il regime dei visti e accelerare il processo di integrazione della Turchia l'Unione europea. In cambio, la Turchia dovrebbe contribuire a contenere il flusso di immigrati e rifugiati dalla Siria e altri paesi.
L'accordo è stato descritto come uno "sporco affare" da diversi paesi ed è stato criticato dal primo ministro ungherese, Victor Orban, che ha detto di non voler "sedersi al tavolo per negoziare con la Turchia facendole credere che è l'ultima possibilità di salvarci"
"E' incredibile quanto ipocriti possiamo essere, chiudendo gli occhi davanti alle violazioni dei diritti umani da parte della Turchia e arrendendoci alle esigenze monetarie di Ankara davanti alla minaccia del terrorismo e l'urgenza di difendere il nostro modo di vita", insiste Kasonta. Egli cita le parole di Fadi Hakura, analista del Royal Institute of British International Affairs, noto anche come 'Chatham House', che ha detto che "la Turchia vuole entrare in Europa per motivi economici, piuttosto che per il rafforzamento della democrazia e dei diritti umani nel paese."
Considerando le informazioni sulle armi turche per i jihadisti in Siria e l'abbattimento di un caccia russo in Siria, l'alleanza tra la Turchia e gli Stati Uniti guarda all'Empia Alleanza firmata nel 1855 tra l'Impero ottomano e diversi paesi europei contro gli interessi della Russia, della Grecia e dei Balcani, conclude la pubblicazione.

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