L'Europa e il suo passato
Le celebrazioni per il centenario della Grande Guerra saranno piene di simbolismi legati alle controversie contemporanee
1904
La storia insegna, ma in modi diversi, esordisce Harold James su Project Syndicate. In alcuni luoghi e per alcune persone, la storia significa scontri eterni che sono modellati da profonde forze geopolitiche. Altrove e per altri, la storia suggerisce la necessità di trovare il modo di fuggire da situazioni difficili e pregiudizi obsoleti. È questa scissione che definisce la battaglia intellettuale che si sta svolgendo in e attorno all'Europa.
Con il centenario dello scoppio della prima guerra mondiale che ricorre quest'anno, sono apparse decine di nuove analisi della "guerra che pose fine a tutte le guerre" e si è tentati di vedere paralleli contemporanei con il compiacimento dell'Europa imperiale, in particolare la ferma convinzione che il mondo sia così interconnesso e prospero che qualsiasi inversione sia impensabile. Oggi, nonostante i presunti effetti civilizzatori delle catene di approvvigionamento globali, situazioni come quella in Siria o nel Mar Cinese Meridionale potrebbero far saltare in aria il mondo - proprio come ha fatto il conflitto bosniaco nel 1914.
Riflettere sull'eredità della Grande Guerra è stata anche l'occasione per far rivivere la mentalità dell'epoca. Nel Regno Unito, il Ministro dell'Istruzione Michael Gove ha recentemente sollevato una polemica contro gli storici che hanno sottolineato l'inutilità della guerra, definendolo una "guerra giusta", diretta contro il "darwinismo sociale spietato delle élite tedesche." Quest'affermazione ha tutta l'aria di essere un'allusione velata alle lotte di potere dell'Europa contemporanea.
Ma il 1914 non è l'unico punto di confronto possibile o interessante per interpretare il passato della Gran Bretagna. L'anno prossimo è il bicentenario della battaglia di Waterloo e la sconfitta definitiva di Napoleone. Enoch Powell ha dichiarato che il Mercato Comune Europeo è stata la vendetta che tedeschi e francesi hanno imposto alla Gran Bretagna per lo sconfitte inflitte loro.
Le celebrazioni e le commemorazioni saranno piene di simbolismi legati alle controversie contemporanee. Il primo ministro britannico David Cameron ha dovuto spostare un vertice con il presidente francese François Hollande dal sito proposto, Blenheim Palace, perché i diplomatici francesi si sono resi conto che era stato costruito per celebrare John Churchill, il Duca di Marlborough, che ha sconfitto Luigi XIV nel 1704, vicino alla piccola città bavarese che ha dato al palazzo il suo nome.
Il 1704 è ricco di significati. La vittoria sulla Francia ha gettato le basi per l'Act of Union del 1707 tra Inghilterra e Scozia. Tale unione è oggetto di un referendum che si terrà quest'anno in Scozia.
Altre date storiche suggestive vengono utilizzate in modi simili sull'altro lato del continente europeo, per evocare immagini di nemici che risuonano nei dibattiti politici contemporanei. Alcuni anni fa, un film russo intitolato semplicemente 1612 evocava il Periodo dei Disordini, quando la debole leadership della Russia provocò un'invasione di aristocratici e capitalisti polacchi. Il regista del film, Vladimir Khotinenko, ha detto che era importante che il suo pubblico "non considerasse il contenuto del fil come qualcosa che era accaduto nella storia antica, ma come un evento recente, in una sorta di legame tra ciò che è accaduto 400 anni fa e oggi".
Mentre la Russia si sforza di portare l'Ucraina di nuovo nella sua orbita, un'altra antica data si fa largo: il 1709, quando lo zar Pietro il Grande sconfisse gli eserciti svedesi e cosacchi nella battaglia di Poltava. Quella battaglia è stata anche oggetto di un recente film russo, The Sovereign’s Servant. Alcuni commentatori televisivi russi indicano tra i paesi più impegnati nel sostenere una Ucraina a vocazione europea proprio la Svezia, insieme alla Polonia e alla Lituania, che era stato portato in orbita svedese, per vendicare Poltava.
Frange occidentali e orientali dell'Europa sono ossessionate da alcune date che richiamano le loro lotte con il centro: 1914, 1815, 1709, 1707, 1704 e 1612, tra gli altri. Per contro, il centro europeo è ossessionato dal lavorare a meccanismi istituzionali che permettano di superare i conflitti che hanno segnato l'Europa nella prima metà del XX secolo. Il progetto di integrazione europea è una sorta di liberazione dalle pressioni e i vincoli del passato.
Dopo la seconda guerra mondiale, Charles de Gaulle ha sviluppato una complessa metafisica per spiegare la relazione tra il suo paese e un passato problematico. Tutti i paesi europei erano stati traditi.
Winston Churchill (un discendente diretto del duca di Marlborough) avevan una visione del dopoguerra simile per superare le divisioni del passato e litigi nazionalistici.
È il centro europeo ad essere attualmente troppo ingenuo o troppo idealista? È davvero possibile fuggire dal passato? Oppure, al contrario, c'è qualcosa di strano nel modo in cui le frange europee ricorrono alle date storiche? In Gran Bretagna e Russia, questa ossessione sembra essere non solo un modo per far valere gli interessi nazionali, ma anche un meccanismo per fare presa su una popolazione disincantata.
De Gaulle e Churchill sapevano qualcosa sulla guerra, e volevano trascendere l'eredità intrisa di sangue di Poltava, Blenheim, e Waterloo. Per loro la storia è un insieme di insegnamenti concreti circa la necessità di fuggire dal passato. Oggi, frange d'Europa, al contrario, appaiono determinate a ricorrere ad esso.

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