L'Europa si suicida in Grecia. Bleri Lleshi, filosofo politico

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L'Europa si suicida in Grecia. Bleri Lleshi, filosofo politico


"Mi sento tradito", ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, dopo aver appreso che Alexis Tsipras aveva annunciato un referendum sul programma dei creditori per la Grecia.
 
Molti politici europei ritengono che l'attuale situazione nel paese ellenico sia colpa dei greci. Un'immagine che i media più tradizionali di tutta Europa hanno acriticamente abbracciato nel corso degli ultimi cinque anni, scrive su EuObserver Bleri Lleshi, filosofo politico
 
Si stima che circa il 90% dei 240 miliardi che la Grecia ha preso in prestito nel 2010 sia andato a banche straniere, soprattutto tedesche e francesi.
 
Non importa in quale paese europeo ci si trova, se si chiede a chiunque della situazione in Grecia, è probabile che ci si senta rispondere che è colpa loro.
 
Sì, la corruzione e clientelismo sono un problema in Grecia. Ma la finanza internazionale, guidata da Goldman Sachs e le banche tedesche e francesi hanno giocato un ruolo significativo nella crisi del debito del paese.
 
Per non parlare delle aziende della difesa tedesche che hanno trovato un buon mercato grazie alle tangenti pagante mentre la Grecia comprava i loro prodotti a prezzi gonfiati.
 
E allora miliardi di euro sono stati necessari per salvare le banche che avevano speculato sui mercati finanziari.
 
Nel caso della Grecia hanno bussato alla porta del Fondo monetario internazionale (FMI). Poiché si tratta di un paese UE, il FMI ha voluto a bordo la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea .
 
Il coinvolgimento dell'istituto con sede a Washington ha portato un paese a perdere la sua sovranità - con il FMI che ha imposto le sue politiche.
 
Le riforme imposte dalla troika dei creditori della Grecia sono neoliberali in quanto comportano la privatizzazione dei servizi pubblici; misure di austerità e lo smantellamento dello stato sociale.
 
E i creditori hanno sostenuto che la Grecia sarebbe così venuta fuori dalla crisi, avrebbe ridotto il debito, rilanciato l'economia, ridotto la disoccupazione
 
I risultati?
 
Nessun altro paese in Europa ha effettuato più riforme della Grecia - ma che cosa hanno ottenuto cinque anni più tardi?
 
La Grecia è ancora in una profonda crisi. I debiti continuano a crescere. Il cittadino greco è diventato media il 40 per cento più povero dal 2010. La disoccupazione ha continuato a crescere; la disoccupazione giovanile è al 60 per cento. I salari continuano a diminuire e la classe media sta scomparendo.
 
Che dire del 240 miliardi che la Grecia ha preso in prestito nel 2010? Si stima che circa il 90 per cento di essi siano andati principalmente alle banche tedesche e francesi. Non ai Greci.
 
È per questo che i greci hanno massicciamente votato per Syriza, un partito di sinistra che non vuole accettare   le riforme imposte. Syriza reclama la sovranità e la dignità dei greci chiedendo voce nel negoziare le riforme.
 
Come Tsipras ha rifiutato di accettare queste riforme neoliberali è diventato lo spauracchio per i politici europei, i media e gli opinion maker.
 
Per alcuni è anche un vigliacco che ha voltato le spalle all'Europa. Ogni volta che un paese non fa quello che le istituzioni europee vogliono, allora si è considerati contro l'Europa.
 
Questo è il modo più semplice per screditare e sottomettere ogni voce che si oppone alle attuali politiche neoliberiste.
 
Ma va oltre la Grecia. Non è un caso che il primo ministro spagnolo Rajoy dell'ala centro-destra del Partido Popular chieda a Tsipras a dimettersi.
 
Se Tsipras continua nel suo persorso rafforzerà Podemos, partito di sinistra soagnolo, che vuole anche la fine dell'austerità.
 
L'assurdità è che i recenti documenti segreti del FMI riconoscono che le misure di austerità avrebbero lasciato la Grecia con il debito insostenibile.
 
Questa analisi è condivisa anche anche dai più importanti economisti Paul Krugman, Joseph Stiglitz e Thomas Piketty.
 
Eppure, gli interessi della élite finanziaria, industriale e politica prevalgono su quelli dei cittadini comuni. E' questo il tipo di Europa che vogliamo? 

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