Libia: voto rimandato al 7 luglio. Scontri al confine con la Tunisia

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Libia: voto rimandato al 7 luglio. Scontri al confine con la Tunisia

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Come ampiamente previsto ed annunciato nelle settimane scorse dall'emittente Al Jaazera, le prime elezioni libere per eleggere l'Assemblea costituente in Libia, previste in un primo momento il 19 giugno, saranno rimandate al 7 luglio per ragioni "tecniche e logistiche". Lo ha annunciato il presidente della Commissione elettorale, Nuri al Abbar. Gli aventi diritto registrati che potranno esprimere le loro preferenze sono 2,7 milioni ovvero circa l’80% del massimo possibile stimato in 3,4 milioni su una popolazione di circa sei milioni di abitanti. I libici saranno chiamati a scegliere 200 deputati che a loro volta nomineranno un comitato di esperti incaricato di redigere la Costituzione. I candidati che si presenteranno sono circa 4000 e come per gli altri paesi della regione è atteso un buon risultato delle formazione di matrice islamica e dei Fratelli musulmani in particolare. Durante i 42 anni trascorsi al potere da Muammar Gheddafi non si sono mai tenute elezioni.
La Libia è sempre più nel caos: tra scontri tra milizie, anarchia in larghe parti del paese e impotenza delle autorità centrali di controllare la situazione. Ci sono stati inoltre scontri al confine con la Tunisia, tra miliziani della zona di Zouara e l'Esercito libico, per il controllo del posto di frontiera di Ras Jedir. Secondo la tunisina Tap, il posto di frontiera, sino a sabato sera nelle mani dei miliziani, è ora sotto il controllo dell'Esercito, ma, per garantire la sicurezza dei civili nel caso di una controffensiva degli irregolari, il passaggio è stato sospeso sul versante libico. Non corre infine buon sangue tra le autorità di Tripoli e la Corte penale internazionale dell'Aja: quattro esponenti della Cpi, in Libia per incontrare in carcere il figlio di Gheddafi Saif al-islam, sono stati arrestati, con accuse poco chiare. Ed i molti punti interrogativi che rischiano di rendere incandescente il 7 luglio probabilmente risolleveranno l'interesse dei media occidentali, ridotto praticamente a zero dopo la 'vittoria' alleata nella guerra di Libia. 

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