L'Iniziativa dei cittadini europei per il pluralismo dei media
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Verdi, un sindacato tedesco responsabile dell’unica iniziativa di successo dei cittadini europei (Right2Water), sta portando avanti un nuovo progetto sulla libertà di stampa.
Composto da due milioni di membri, facilmente il sindacato potrebbe raccogliere le firme che il trattato di Lisbona richiede per presentare un appello: un milione di firme raccolte tra i cittadini di almeno sette Paesi europei.
Il nuovo progetto, iniziativa europea per il pluralismo dei media, parzialmente finanziata da due fondazioni — Open Society e Adessium — chiede alla Commissione di considerare una proposta di legge per combattere la concentrazione dei media e proteggere i giornalisti da eventuali attacchi.
La campagna interessa Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Ungheria, Italia e Regno Unito.
L’11 marzo a Berlino il portavoce della campagna, Giovanni Melogli, ha dichiarato che il suo coinvolgimento nasce dalla sua esperienza come consulente di un membro italiano del Parlamento Europeo fra il 2004 e il 2009: “Allora, durante il periodo peggiore dell’allora Primo Ministro Berlusconi, il Parlamento Europeo chiese alla Commissione di intervenire in quanto sussisteva una chiara violazione della libertà di stampa in Italia, con il Primo Ministro proprietario della metà dei principali media e, quindi, in grado di condizionare l’emittente pubblica”.
Anche Attila Mong, un giornalista ungherese coinvolto nella campagna, denuncia una situazione analoga in Ungheria. Anche in Bulgaria, Repubblica Ceca e Romania la maggior parte dei media sono controllati da magnati con forti interessi politici.

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