L'ipocrisia della Germania

La mancanza di reciprocità da parte di Berlino

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L'ipocrisia della Germania

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Nel suo ultimo post sul suo blog,  Paul Krugman commenta le grandi tensioni sui tagli della Bce. Non solo la divisione interna al board, ma anche molti economisti tedeschi hanno iniziato a protestare contro quello che continuano a ritenere come un trasferimento indebito ad i pigri europei del sud.  Un commento del settimanale finanziario ha definito la decisione un “diktat di una nuova Banca d’Italia, con base a Francoforte”. Quello che i tedeschi – economisti ed opinione pubblica  – ancora non sembrano aver compreso è che il successo del paese dalla fine degli anni '90 è dipeso da qualcosa di molto simile ad un boom inflazionistico nell'Europa del sud. E quindi non realizzano quanto danno la Germnia sta imponendo oggi, rifiutando di permettere un tasso d'inflazione maggiore nella zona euro.
Il livello del tasso d'inflazione nella zona euro dalla sua creazione:
 

 
La Germania, prosegue Krugman, è stata in grado di raggiungere grandi guadagni sulla competitività senza deflazione, perché la Spagna ed altri paesi hanno accettato un'inflazione molto superiore al 2%. Ma ora la zona euro ha un tasso totale al di sotto dell'1%. Questo significa che la Spagna può raggiungere la svalutazione interna, azzoppando la deflazione.
La Germania, in altre parole, non sta chiedendo ad i paesi del sud di emularla, ma sta chiedendo di ottenere quello che lei, il virtuoso modello economico, non è riuscita a gestire.

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