L'ipocrita solidarietà alla Turchia di Erdogan. Alberto Negri

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 di Alberto Negri*

Il dramma degli attentati in Turchia ci dice tre cose. La prima è che la destabilizzazione è il risultato delle politiche dissennate di Erdogan: ha sostenuto per cinque anni i jihadisti per abbattere Assad in Siria e ora questi si sentono traditi. Di fronte alla sconfitta di Aleppo, Erdogan ha fatto un patto con Russia e Iran che prevede la loro eliminazione in cambio della mano libera sulla sorte dei curdi. Quindi la Turchia sarà esposta su due fronti.
Il secondo punto è che dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio le forze armate e di sicurezza sono stata colpite da un’ondata di purghe. La Turchia quindi è diventata ancora più vulnerabile.
Terzo punto: se Erdogan è il maggiore responsabile della politica truca, è vero che ha potuto contare sull’incoraggiamento di Stati Uniti, Francia e monarchie del Golfo che hanno visto positivamente il suo coinvolgimento nella guerra contro Assad, alleato di Mosca e Teheran, Paesi sottoposti a sanzioni dall’Occidente.
La conclusione per l’Europa è la seguente, Questo membro riluttante della Nato e candidato sgradito all’ingresso nella Ue oscilla pericolosamente verso il Medio Oriente ma con il ritorno dei foreign fighters dalla guerra siriana la sua collaborazione sarà una priorità assoluta per l’anti-terrorismo, almeno quanto l’impegno di Ankara a tenersi 2 milioni di profughi. 
Ecco perché adesso i leader europei sfoggiano questa ipocrita solidarietà nei confronti di un Paese dove sono finiti in carcere giornalisti, scrittori e leader dell’opposizione parlamentare curda. Una scelta forse obbligata ma a basso tenore di democrazia.

*Post Facebook dell'Autore

 

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