L'Irlanda e il caso Apple
1982
In Ireland under scrutiny over Apple's tax avoidance scheme, Wolfgang Munchau spiega come il regime fiscale delle imprese in Irlanda sia sotto ispezione internazionale dopo che il Senato degli Stati Uniti ha accusato la Apple di aver evaso il pagamento delle tasse sulle decine di miliardi di dollari di profitti maturati fuori dagli Stati Uniti in filiali, alcune basate in Irlanda, dove ha negoziato un'aliquota inferiore al 2%. La relazione ha rilevato che la sussidiaria di Apple, AAPL.O, è stata in grado di evitare il pagamento delle imposte utilizzando una scappatoia presente nel codice fiscale irlandese. Nell'attività della Apple Operations Europa, con sede in in Irlanda ma non considerata fiscalmente residente lì, confluirebbe il lavoro di altre 14 aziende. Il primo ministro irlandese ha dichiarato che l'Irlanda non ha negoziato agevolazioni fiscali con aziende straniere e che il rapporto del Senato degli Stati Uniti non è corretto. Un partito di opposizione irlandese, nel frattempo, ha chiesto alle multinazionali con sede in Irlanda di essere interrogate sul loro reddito da una commissione parlamentare mentre il dibattito impazza nel paese su quante tasse le aziende effettivamente pagano.
Arthur Beesley dell'Irish Times commenta che le rivelazioni sul caso Apple mettono l'Irlanda in una posizione scomoda proprio nel momento in cui ha bisogno di costruirsi una reputazione sui mercati finanziari e continua a fare pressione sulla Germania e gli altri partner europei riluttanti a contribuire al salvataggio di Bank of Ireland e di Allied Irish Banks.

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