L'Irlanda non è mai stata "salvata"

Dublino è davvero la storia di successo che i media descrivono?

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 L'Irlanda non è mai stata "salvata"

Contrariamente a quanto si legge sui giornali, l'Irlanda non è mai stata "salvata" e non è ora affatto  “salva” da quella prigione del debito in cui era stata confinata. Con questa premessa molto dura, Yanis Varoufakis sostiene come dopo lo scoppio della bolla del mercato immobiliare nel 2008, la Banca Centrale Europea ha richiesto a Dublino di spostare le perdite delle cinque banche irlandesi, 60 miliardi di euro, sulle spalle dei contribuenti. E così, per proteggere il fragile sistema bancario tedesco dalle ripercussioni del crollo finanziario di Dublino, gli irlandesi, senza  il dovere morale né l'obbligo giuridico, si sono caricati di questo onere.
 
Il risultato è stata una spirale catastrofica per l'economia sociale dell'Irlanda e per la popolazione. Ma, prosegue Varoufakis, i media celebrano oggi come il programma di 'consolidamento fiscale' sia 'riuscito', per il fatto che l'Irlanda è tornata sui mercati. Dopo cinque anni di una “continua commedia di errori”, la leadership europea ha deciso di dichiarare vittoria anche a costo di demistificare completamente la verità dei fatti.
Per tutti gli altri, Varoufakis pubblica una serie di dati emblematici, tra cui il numero di persone occupate ridotto del 12,8% dal  gennaio  2008; il tasso di crescita interna annualizzato a -1,2%, il disavanzo pubblico in rapporto al PIL al 7,3%, il debito pubblico al 121% del PIL nel 2013, dal 91,1% nel 2010 e105% nel 2011, ed, infine, l'ndebitamento delle famiglie al 200% del PIL .

Si tratta di una storia di successo? Due sono gli argomenti su cui si basa il trionfalismo UE: le spettacolari prestazioni dell'Irlanda  nelle esportazioni – che superano il Pil del paese - ed il crollo dei  rendimenti dei suoi titoli di Stato a dieci anni a livelli che rendono possibile il ritorno di Dublino sui mercati,  invece che un ritorno al MES per altri  prestiti di "salvataggio" . Varoufakis smonta queste due argomentazioni.

In primo luogo, l'Irlanda è  principale paradiso fiscale del pianeta. Si sa che società come Google e Apple riciclano i loro redditi tramite Dublino, in modo da ridurre massicciamente i loro oneri fiscali, mentre rafforzano a livelli ridicolmente fittizi il PIL dell'Irlanda.  Quindi le meravigliose statistiche sulle esportazioni non si traducono né in imposte sulle società, né in un numero significativo di posti di lavoro sui quali il governo possa riscuotere imposte sul reddito e imposte indirette in modo da far fronte ai suoi debiti.
 
Per quanto riguarda i rendimenti dei titoli di Stato, nessuno si domanda perché sono così bassi quando i dati economici dimostrano come Dublino non possa rifinanziare il proprio gigantesco debito pubblico. Il fatto è che i mercati hanno concluso che la BCE e Berlino non potranno mai consentire il default di Dublino dato il disperato bisogno dell'Europa di sbandierare l'Irlanda come 'prova' del successo delle loro politiche. Gli investitori, in poche parole, hanno fiducia che la BCE, attraverso l'OMT di Draghi o altro, troverà il modo di rimborsare le obbligazioni irlandesi, anche se il popolo ed il suo governo, conclude Varoufakis, restano intrappolati nel carcere del debito.

Per una traduzione completa dell'articolo di Varoufakis si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero

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