Lisbona evita la crisi politica. L'euro-zona pensa ad un “soft bailout”
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Il Portogallo evita la crisi politica con sua serie di concessioni da parte del primo ministro Coelho al partito di minoranza all'interno della coalizione dell'esecutivo del Partito Popolare.
La stampa portoghese ha riportato ieri come il leader del PP, Paulo Portas, le cui dimissioni la settimana scorsa da ministro degli esteri avevano aperto alla possibile crisi di governo, sarà il nuovo vice primo ministro ed il responsabile diretto delle trattative con la troika – gli ufficiali della Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo Monetario Internazionale.
Portas chiederà un alleggerimento delle condizioni imposte per l'erogazione degli aiuti nel programma di salvataggio finanziario del paese. Diario de Noticias riporta, inoltre, come l'euro-zona si stia preparando ad un “soft bailout” per il Portogallo, senza il Fmi, usando la “linea di credito precauzionale” per le situazioni d'emergenza per agevolare la transizione nell'attuale la fase di salvataggio.
Sul Sunday Telegraph, Raoul Ruparel ha scritto come “nonostante tre anni dall'inizio della crisi dell'eurozona e cinque da quella finanziaria, stiamo ancora parlando degli stessi problemi in Europa... c'è un circolo vizioso che si rafforza di malessere economico e fragilità politica in molti paesi”.

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