Lo spirito della Conferenza di Yalta nel 1945 non è proponibile nel 2015
Gli attuali leader occidentali stanno sperperando l'eredità dei 'Tre Grandi'
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A 70 anni dalla Conferenza di Yalta, tenutasi tra il 4 e l'11 febbraio 1945, Yury Rubtsov spiega sul giornale online della Strategic Culture Foundation perchè una sua riproposizione nel 2015 sarebbe impossibile.
Le tre delegazioni che rappresentano i paesi che hanno fondato la coalizione anti-Hitler stavano per prendere posto, scrive Rubtsov. Il programma prevedeva: il ritorno alle tradizioni della lotta inconciliabile contro il nazismo, il ripristino del ruolo delle Nazioni Unite come il principale strumento di sicurezza internazionale, eliminando i tentativi di distruggere il sistema del diritto internazionale post-seconda guerra mondiale, il diritto del popoli di fare una scelta libera e democratica per quanto riguarda il loro futuro, la conservazione della memoria e il fermo rifiuto dei tentativi di rivedere la storia della seconda guerra mondiale. Il servizio di protocollo invita i partecipanti ad andare al balcone e scattare una foto prima che la sessione prende il via. I capi delle delegazioni si stringono la mano e occupano i loro posti Le poltrone sembrano essere familiari mentre ci ricordano le foto scattate quei giorni. Forse passate un pò di moda oggi, hanno il merito di ricordarci di Churchill, Roosevelt e Stalin ...
Oggi la conferenza Yalta con la partecipazione dei 'Tre Grandi' non potrebbe essere ripetuta per un numero di ragioni.
Ci sono anche persone che capiscono che il deterioramento della situazione economica della Russia influenzerà negativamente l'economia degli stati occidentali. Ai primi di gennaio Sigmar Gabriel, Vice-Cancelliere tedesco e Ministro degli Affari economici e dell'Energia, suonava un campanello di allarme dicendo che maggiori sanzioni contro la Russia avrebbero "provocato una situazione ancora più pericolosa per tutti noi in Europa". Non una volta il ministro tedesco degli Esteri ha espresso lo stesso timore. Anche l'ex cancelliere Helmut Kohl, un veterano della politica tedesca e internazionale, ha espresso il suo disaccordo con la politica dell'Occidente volta a isolare la Russia. Questi avvisi sono stati in gran parte ignorati. Il Segretario alla Difesa americana, Chuck Hagel, dice cose assurde su «una Russia revisionista» e il suo «esercito moderno e capace alle porte della NATO.» L'Occidente sta perdendo la capacità di vedere le cose come realmente sono quando si tratta di Russia e del mondo. Nella sua intervista Obama ha sottolineato che «data la dimensione dell'Esercito russo, considerato il fatto che l'Ucraina non è un paese della NATO, ci sono dei limiti evidenti in termini di quello che potremmo fare militarmente.» Queste ragioni lo tratterranno dall'adottare misure che potrebbero avere conseguenze disastrose? Varsavia, Vilnius e Kiev stanno già sognando la possibilità di esercitare pressione militare su Mosca.
La ragione principale è il fatto che l'Occidente ha adottato una politica volta all'isolamento della Russia, spingendola ai margini del forum di discussione dell'agenda globale. A questo scopo utilizza le sanzioni, esclude la Russia dal G8 per renderlo G7, sospende le sue attività in seno all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) e altre strutture internazionali. Il 1 febbraio 2015 il presidente americano Barack Obama ha sottolineato la sua disponibilità a «imporre costi più elevati» e «esercitare pressioni diplomatiche su Mosca» in un'intervista alla CNN. Johannes Hahn, il commissario europeo per la politica europea di vicinato e negoziati di adesione, è felice per il crollo della moneta russa che vede come prova dell'efficacia delle sanzioni. Oggi questa è l'opinione prevalente in Occidente.
C'è un altro fattore che impedisceil ripetersi di Yalta. L'attuale amministrazione americana non è in grado di dare giudizi onesti quando si tratta di questioni internazionali. Washington non può avere alleati. Colleziona solo avversari e avversari.
Winston Churchill ha detto il 22 giugno 1941, «Nessuno è stato un avversario più consistente del comunismo negli ultimi 25 anni. Ma tutto questo svanisce davanti allo spettacolo che si sta svolgendo ora. Se Hitler immagina che il suo attacco alla Russia sovietica causerà la minima divisione di obiettivi o allentamento degli sforzi nelle grandi democrazie, che sono risolti alla sua fine, egli si sbaglia terribilmente. Al contrario, ci siamo fortificati e incoraggiati nei nostri sforzi per salvare l'umanità dalla sua tirannia ». Il leader britannico ha osservato che «l'invasione della Russia non è altro che il preludio di un tentativo di invasione delle isole britanniche». Secondo Churchill, «Il pericolo russo è quindi un nostro pericolo e un rischio per gli Stati Uniti.»
Roosevelt vedeva le cose allo stesso modo. Egli credeva che il fascismo era un male assoluto ed era necessario collaborare con l'Unione Sovietica per combatterlo. Parlando a Joseph E. Davies, l'ambasciatore degli Stati Uniti presso l'Unione Sovietica, ha detto, «non posso sostenere il comunismo, non è possibile, ma per attraversare questo ponte terrei la mano al diavolo.» L'attuale presidente degli Stati Uniti sostiene il regime neo-nazista dell'Ucraina, che è influenzato dall'ideologia abbracciata da coloro che hanno collaborato con gli hitleriani. L'America ha fatto molta strada da Roosevelt a Obama. Lo stesso è successo in Gran Bretagna da Winston Churchill a Cameron. Quest'ultimo ha recentemente assecondato Obama dicendo che erano necessarie sanzioni anti-russe fino a quando la Russianon "cambierà il suo comportamento e fermerà l'aggressione in Ucraina". L'Occidente non capisce che ci sono molti problemi nel mondo ed è impensabile trovare delle soluzioni senza la Russia. Indirettamente gli americani sembrano rendersene conto mentre continuano a collaborare con la Federazione russa in Afghanistan, Siria, nella lotta contro il terrorismo internazionale e la proliferazione delle armi di distruzione di massa. Ma cosa induce il presidente americano a pensare che la Russia continuerà a cooperare su alcune questioni e accetterà di essere tenuta lontano quando si tratta di affrontarne altre?
La differenza tra i politici di un tempo degli Stati Uniti e del Regno Unito che erano grandi personaggi storici, e coloro che guidano questi paesi oggi è chiaro agli occhi di tutti. Essere anti-comunisti non ha impedito a Churchill e Roosevelt di riconoscere l'apporto della Russia nella vittoria sul nazismo. Il 27 settembre 1944, il primo ministro britannico Churchill scrisse a Stalin, «prenderò l'occasione di ripetere domani alla Camera dei Comuni ciò che ho detto prima, che è l'esercito russo che ha strappato le budella della macchina militare tedesca e che al momento detiene di gran lunga la porzione maggiore del nemico sul suo fronte ». «L'Armata Rossa e il popolo russo hanno sicuramente messo le forze di Hitler sulla strada per la sconfitta finale e hanno guadagnato l'ammirazione duratura del popolo degli Stati Uniti» ha scritto Roosevelt il 23 febbraio 1943 congratulandosi con l'Armata Rossa per il suo venticinquesimo anniversario.
Qualcuno può immaginare un leader contemporaneo occidentale dire qualcosa del genereì?
Il presidente russo Vladimir Putin non ha preso parte ad una cerimonia in Polonia per il 70° anniversario della liberazione di Auschwitz. Non lo hanno invitato. Putin è il capo dello Stato, che è un successore dell'Unione Sovietica. L'Armata Rossa liberò Auschwitz e circa mezza Europa. Questo fatto parla da sé. Oggi l'Occidente non è in grado di riconoscere che senza l'Unione Sovietica non ci sarebbe stata nessuna resa incondizionata della Germania fascista, nessuna sconfitta subita da parte del Giappone, nessun confine europeo del dopoguerra che l'Occidente vuole cambiare così tanto. E lo ha fatto nella ex Jugoslavia.
Gli attuali leader occidentali stanno sperperando l'eredità di Yalta lasciata dai 'Tre Grandi' che hanno salvato il mondo dalla schiavitù totale del nazismo 70 anni fa. E' stato il principio di uguaglianza che ha consentito all'Alleanza di agire efficacemente. Oggi il mondo affronta sfide non meno gravi. I tentativi dell'Occidente di isolare la Russia possono rendono i problemi contemporanei insormontabili.

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