L'Occidente si spacca sull'Ucraina
Germania contraria all'invio di armi a Kiev mentre Cipro offre le sue basi militari alla Russia
Dopo il sostanziale fallimento dei colloqui con Mosca, l'Occidente è sempre più diviso sul come affrontare la crisi ucraina.
Nonostante John Kerry smentisca qualsiasi divisione tra la Germania e gli Stati Uniti sulla fornitura di armi all'Ucraina, il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier non ha usato mezzi termini nel bollare la strategia di Washington come "non solo rischiosa, ma controproducente."
Alla Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco, Steinmeier ha espresso le sue riserve: “Ho sentito alcuni per i quali fornire armi all’Ucraina sarebbe necessario alla de-escalation. Io lo ritengo non solo molto rischioso, ma anche controproducente”, respingendo al mittente anche le accuse alla Germania mosse da alcuni senatori americani.
"Siamo uniti, stiamo lavorando a stretto contatto", ha assicurato John Kerry alla conferenza. "Siamo tutti d'accordo che questa sfida non si concluderà con la forza militare. Siamo uniti nella nostra diplomazia".
"Non si può condannare la Crimea per la secessione dall’Ucraina e la scelta di stare con la Russia. (…) Dovremmo anzi trovare un modo per costituire una forza di pace da inviare a difesa dei russofoni in Ucraina".
E poi c'è Cipro. Il Presidente cipriota Nikos Anastasiadīs ha annunciato che il suo paese è pronto ad concedere alcune sue basi militari all’esercito russo e a firmare un accordo di cooperazione militare il 25 febbraio 2015.

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