L'Ucraina sceglie la Russia

Con il 30% delle schede scrutinate, netta affermazione del partito di Yanukovych. Elezioni giudicate irregolari dall'Osce

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Con il 30% delle schede scrutinate in Ucraina, il Partito delle regioni del presidente Viktor Yanukovych dovrebbe attestarsi su una vittoria maggiore delle previsioni, con il 37% delle preferenze e 115 seggi sui 225 in palio. L'Alleanza della leader d'opposizione in carcere Ioulia Timochenko è ferma al 21%, I comunisti al terzo posto col 15%, seguiti dal partito Udar del pugile Vitali Klitschko con il 12% e dei nazionalisti del partito Svodoba, al 7%.  Il partito dell'ex calciatore Andrei Shevchenko non ha raccolto che l'1,7%, lontano dalla soglia minima del 5% per l'accesso al parlamento. Calcolando che l'altra metà dei seggi della Rada verranno attribuiti con sistema maggioritario uninominale, con il partito delle Regioni che si aspetta di ottenere i due terzi dei seggi, si va verso un consolidamento della maggioranza di Yanukovych e si smonta il sogno di un'alleanza tra Alleanza d'opposizione Patria, Udar e Svoboda, lontani dal 37% del presidente. 
Nonostante la presenza di quasi 4 mila osservatori internazionali, i partiti all'opposizione hanno denunciato diffusi brogli, come compravendita di preferenze e voto multiplo. Attesa per il giudizio che oggi daranno gli osservatori dell'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa di cui Kiev assumerà la presidenza da gennaio 2013. Se gli osservatori dovessero bocciare il voto, l'Ucraina potrebbe vedersi allontanare sempre di più le sue aspirazioni di integrazione europea. Nel loro rapporto prima del voto, gli osservatori Osce avevano criticato una serie di irregolarità, dall'uso delle risorse amministrative alla compravendita dei voti per pochi soldi (avvenuta anche su internet, ad esempio su Vkontakte, il Facebook russo): il prezzo di un voto andava dai 5 ai 50 euro, a seconda delle regioni. 
Dall'esito finale di queste elezioni dipende il futuro della politica estera ucraina, perennemente al bivio tra Ue e Russia. Con la vittoria di Yanukovych nel 2010, l'Ucraina ha perso tutta quella credibilità che l'ex primo ministro Tymoshenko era riuscita a costruirsi in occidente. Proprio l'arresto dell'ex leader della rivoluzione arancione del 2004, visto come una chiara vendetta politica, e le condizioni di prigionia cui è attualmente costretta hanno dato l'immagine di un paese che ha bruscamente interrotto il processo di transizione democratica e d'integrazione europea. Inoltre, Kiev dovrà restituire entro il 2013 ingenti debiti contratti con creditori interni ed internazionali. Per farlo il paese ha bisogno di un nuovo aiuto, ma questa volta Kiev non si rivolgerà più al Fondo Monetario Internazionale come nel 2011, quando si era creata una rottura con il FMI che si era rifiutato di elargire una quantità di soldi maggiore da quella prestabilita e gli economisti dell'organizzazione internazionale che accusavano Yanukovych di non aver attuato nessuna delle riforme richieste dall'accordo. La Russia potrà entrare in scena in cambio dell'adesione di Kiev al progetto euroasiatico di Putin, di unione doganale con Bielorussia e Kazakistan. 

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