"L'Ue diverrà un'Unione federale". Vice-presidente Commissione Reading passa alle minacce?
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Intervenendo lunedì all'Università di Cambridge, il vice-presidente della Commissione dell'Unione Europea, Viviane Reding, ha predetto che l'Unione europea diverrà un'Unione federale. “Come Winston Churchill nel 1046, credo che il Regno Unito non ne sarà parte, ma dovrebbe rimanere un alleato molto vicino come la zona euro federale, con cui condividere un mercato comune e un'agenda di sicurezza pacifica”, ha dichiarato.
Reding ha poi notato come i paesi della zona euro hanno compiuto passaggi straordinari in termini di integrazione a causa della crisi economica. Citando in particolare i nuovi poteri della Commissione di vigilanza sui budget nazionali da parte della Commissione e i passaggi intrapresi verso l'Unione bancaria, la Reading ha dichiarato come “pochi anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare che gli stati membri fossero pronti a cedere queste quote di sovranità”.
Proprio nessuno no. Per fare solo un esempio, nel febbraio del 2011 Mario Monti dichiarava: “Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata. […] Abbiamo bisogno delle crisi per fare passi avanti, ma quando una crisi sparisce rimane un sedimento, perché si sono messi in opera istituzioni, leggi eccetera per cui non è pienamente reversibile”

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