L'unica alternativa all'euro è un Armageddon economico

1298
L'unica alternativa all'euro è un Armageddon economico

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Nonostante il momento confermi tutte le loro previsioni sulla moneta unica, Rachman, in The time bomb non one can defuse, sostiene che gli euroscettici si trovano di fronte ad un dilemma: compiacersi per aver avuto ragione o fare tutto il possibile per evitare un “Armageddon” economico. Questa seconda alternativa è stata recentemente scelta da due storici avversari dell'euro come il primo ministro inglese David Cameron ed il ministro dell'economia George Osborne. Di fonte alle stime del Tesoro britannico, secondo cui la fine della moneta unica potrebbe provocare una catastrofe economica con fallimenti di banche ed imprese a catena ed il rischio di un'altra Grande Depressione, Osborne è arrivato addirittura a fare pressioni ai colleghi europei per la creazione di una unione fiscale di fatto. C'è una via d'uscita alla crisi attuale?, si chiede Rachman. Giovedì vi potrebbe essere un primo tentativo di risposta con la cerimonia del premio Wolfson. Lord Wolfson, un deputato conservatore inglese, ha offerto un premio in denaro di 250,000 sterline per il miglior piano volto ad annientare la moneta unica. 

Ma il Regno Unito non è nell'euro e le decisioni fondamentali per salvare la moneta unica saranno prese al di fuori della monarchia britannica, in particolare in Grecia, Spagna, Italia e soprattutto in Germania. Anche a Berlino, tuttavia, un gruppo di economisti all'interno della Bundesbank, scettico fin dal principio sul progetto monetario, ritiene che la Grecia, nonostante l'apparente calma dei mercati, potrebbe essere costretta a lasciare l'euro in pochi mesi. Uno dei scenari possibili che circola a Francoforte e Berlino è che la crisi possa scaturire dalle elezioni di maggio. Un nuovo governo greco potrebbe non essere in grado di completare le misure d'austerità necessarie per accedere al secondo pacchetto d'aiuti, con successiva bancarotta temporanea e ritorno alla dracma. Il passaggio sarebbe drammatico per gli altri paesi fragili dell'Unione: il Portogallo potrebbe vedere una immediata fuga degli investitori internazionali e la BCE sarebbe costretta a rivedere al rialzo le previsioni di liquidità necessaria per il salvataggio dei paesi più a rischio.

Nonostante Angela Merkel abbia ribadito in un'intervista recente che la Grecia resterà nell'euro e l'alternativa sarebbe un disastro economico per l'Europa, l'ipotesi di un ritorno alla dracma rimane sempre credibile. Se, come i più pessimisti ritengono, la Grecia dovesse cadere in un caos politico dopo l'uscita dall'euro, il resto dell'Europa sarà immersa comunque nella crisi. Ma anche l'alternativa, vale a dire un miglioramento della situazione della Grecia al di fuori dell'euro, potrebbe essere fatale per il futuro della moneta unica, con molti paesi in difficoltà nella zona che potrebbero decidere di seguire l'esempio di Atene. Un numero crescente di dirigenti spagnoli, ad esempio, inizia a temere che un altro piano d'austerità – in un paese in cui la disoccupazione giovanile è al 45% – possa determinare il caos politico. Il caso della Svezia degli anni '90 e dell'Islanda di due anni fa dimostrano come le crisi economiche non possono essere risolte solo da riforme strutturali, ma l'elemento chiave può rivelarsi la svalutazione delle proprie monete per acquisire competitività sui mercati internazionali. L'impossibilità di utilizzare questo strumento all'interno della moneta unica fa crescere l'euroscetticismo nei paesi più fragili della zona. 

 
Forse per vincere il premio Wolfson bisognerebbe solo proporre di lasciare per altri due anni la stessa leadership governativa dei paesi membri e dell'UE. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti