Macri, il "lavamano" di Trump

3981
Macri, il "lavamano" di Trump


di Patricio Montesinos - cubadebate


Gli inquilini della Casa Bianca hanno l'abitudine di "designare" in America Latina o nel mondo un "noto" personaggio denominato lavamani, che deve inginocchiarsi, più di chiunque altro e senza dissimularlo, davanti agli ordini USA per servire gli interessi imperiali nella Patria Grande ed a livello internazionale.


Tutto prova che il presidente dell'Argentina, Mauricio Macri, è stato "ufficialmente nominato", dall'attuale capo del regime USA, Donald Trump, per questo "illustre" posto, che già è stato occupato da diversi politici della nostra regione e di altri lari.


Se qualcuno non conosce il significato in buon castigliano di palanganero (lavamani) può fare riferimento ad un semplice dizionario, o chiederlo all'ex presidente del governo spagnolo José María Aznar, che ha servito tale "funzione" in modo "impeccabile",  quando l'imperatore di Washington era George W. Bush.


Aznar è stato addirittura decorato da Bush per la sua estrema sottomissione agli USA, fino al punto di fornire i suoi servizi  per reclutare, come carne da cannone, giovani militari in Nuestra America allo scopo di utilizzarli nella sanguinosa invasione dell'Iraq.


I "meriti" dell'ex governante spagnolo come lavamano sono stati innumerevoli, tra cui figurano un altro spregevole quando s'immischiò direttamente nel fallito colpo di stato contro il leader storico della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chavez, nell' aprile 2002.


Ma concentriamoci ora sull'Argentina, dove casualmente l'ex presidente Carlos Menem ha svolto simili "compiti" ed è finito dietro le sbarre, come di sicuro avverrà ad Aznar  più prima che poi ed allo stesso Macri in futuro.


L'attuale presidente argentino non solo ha trasformato il suo paese in un vero manicomio per i suoi connazionali con la restaurazione del selvaggio neoliberismo, repressione ed il ritorno alle sparizioni, ma anche, ordinato da Washington, punta di  lancia dell'impero contro l'indipendenza, pace e integrazione della Patria Grande.


Macri, in conformità delle istruzioni del suo padrone, si immischia negli affari interni delle nazioni sovrane come il Venezuela, ha distrutto il Mercato Comune del Sud (Mercosur), e mira a silurare la Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (CELAC), che sostiene il consenso a favore della distensione e l'unità nella regione.


E come se non bastasse, ora l'occupante della Casa Rosada ha autorizzato, con l'appoggio del Senato, la cosiddetta operazione "Cormorano", che dà  via libera al dispiegamento di truppe USA in Argentina, così come le manovre militari congiunte, in novembre prossimo, in cui saranno coinvolte anche forze del Brasile, Cile ed Uruguay.


Diversi media hanno rivelato che le truppe USA saranno collocate nelle basi aeronavali delle città di Trelew, nella provincia meridionale di Chubut, dove è scomparso il giovane Santiago Maldonado, e Bahia Blanca, provincia di Buenos Aires, così come in aree marittime della Patagonia.


È interessante notare che il nome dato all'operazione militare, "Cormorano" corrisponde ad un  vorace uccello acquatico capace di decimare grandi banchi di pesci nelle coste americane ed asiatiche, e che produce un escremento altamente corrosivo ed inquinante.


Niente altro da dire allora. Certamente Macri è il "designato"  nuovo lavamano di Washington, in questo caso di Trump, e la sua chiara "missione" è destabilizzare Nostra America e trasformarla in un'altra zona di conflitto a beneficio degli interessi di dominio dell'impero, contrariamente al Proclama della Zona di Pace firmata da 33 Stati, membri della CELAC, nel suo II Vertice tenutosi a L'Avana, Cuba nel 2014.

(Traduzione di Francesco Monterisi)

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti