Madre natura e la classe media

Le due forze che stanno modellando le società di Egitto e Iran

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In "Mother Nature and the Middle Class", Thomas Friedman analizza l'attuale situazione di Egitto e Iran dove sembra essere tornati a 30 anni fa con l'Esercito egiziano e la Fratellanza Musulmana che si danno battaglia lungo le rive di Nilo e i pragmatisti e gli ideologi iraniani ancora bloccati in un duello per il controllo della rivoluzione islamica. I prossimi 30 anni, annuncia però Friedman, si preannunciano diversi dal momento che due forze stanno modellando i due paesi.
La prima è Madre Natura. La popolazione dell'Iran nel 1979, quando si è verificata la rivoluzione islamica, era di 37 milioni, oggi è di 75 milioni. In Egitto era di 40 milioni mentre oggi è di 85 milioni. Le sollecitazioni provenienti da più persone, il cambiamento climatico e i decenni di abusi ambientali in entrambi i paesi non possono più essere ignorati. 
Una delle prime ammissioni pubbliche di questa situazione è arrivata lo scorso 9 luglio dall'ex ministro iraniano dell'Agricoltura, Issa Kalantari, consigliere del nuovo presidente iraniano, Hassan Rowhani, che ha dichiarato al giornale Ghanoon come il principale problema per l'Iran, più pericoloso di Israele, dell'America o della lotta politica, fosse la qualità della vita dal momento che l'altopiano iraniano sta diventando invivibile, le risorse idriche scarseggiano e il deserto sta avanzando. 
In Egitto, la compattazione del suolo e l'innalzamento del livello del mare hanno già portato acqua salata nel delta del Nilo, la pesca e lo sviluppo eccessivi stanno minacciando l'ecosistema del Mar Rosso, e le pratiche agricole non regolamentate e non sostenibili nei quartieri più poveri, sommate alle temperature più estreme, stanno contribuendo all'erosione e alla desertificazione. La Banca Mondiale stima che il degrado ambientale sta costando all'Egitto il 5 per cento del prodotto interno lordo ogni anno.
La seconda forza è la classe media che in Iran ha fatto capolino con l'Onda Verde del 2009 mentre in Egitto con la Rivoluzione del 2011. Combinate, queste due forze stanno spingendo i governi ad amministrare meglio. L'Iran, spiega Friedman, non può continuare a chiedere alle persone di vivere sotto il peso delle sanzioni economiche per preservare l'opzione nucleare ed ecco perchè sta cercando un accordo sul nucleare con Washington. 
Due dei leader più interessante da seguire oggi, continua Friedman nella sua analisi, sono il presidente iraniano Rowhani e il nuovo uomo forte dell'Egitto, il generale Abdul Fattah el-Sisi. Entrambi provengono dal vecchio sistema, ma tutti e due sono stati posti in posizione di leadership dalla volontà delle classi medie emergenti e nessuno dei due sarà in grado di mantenere l'ordine senza riformare i sistemi che li hanno prodotti rendendoli più sostenibili e inclusivi.  

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