Maidan a Roma per un giorno
Oggi personaggi di questo genere in Ucraina agiscono con la complicità delle istituzioni e vengono celebrati come patrioti:
Due scriteriati ubriachi, peraltro extracomunitari. Qualcuno liquiderebbe esattamente in questo modo la descrizione dei due neofascisti ucraini poco più che ventenni che giovedì scorso hanno linciato un ragazzo indiano - in quanto indiano - e spaccato la faccia ad una loro concittadina colpevole di essersi immischiata in una faccenda che non la riguardava.
Benché ridondante, i due non hanno mancato di sottolineare la propria identità neofascista: un particolare omesso nella cronaca della grande stampa. I due ucraini hanno riproposto su un vagone della Roma-Lido esattamente ciò che nel loro paese viene legittimato da anni di soprusi e violenze: un corso inauguratosi con il #Maidan del 2013 che affonda le sue radici in almeno due decenni di revisionismo e propaganda. Oggi personaggi di questo genere in Ucraina agiscono con la complicità delle istituzioni e vengono celebrati come patrioti: aggressioni come quella di giovedì scorso sulla Roma-Lido sono all'ordine del giorno e colpiscono le minoranze etniche, gli omosessuali, i giornalisti e gli oppositori.
Maurizio Vezzosi

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