Monsignor Capucci e la pace, «ossigeno della vita»

1382
Monsignor Capucci e la pace, «ossigeno della vita»

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

di Marinella Correggia*, SiriaLibia

Monsignor Hilarion Capucci è morto a Roma il 1 gennaio 2017, dunque in occasione della cinquantesima giornata mondiale della pace (istituita da Paolo VI e celebrata per la prima volta il 1 gennaio 1968). E' morto, a 95 anni, pochi giorni dopo la fine della battaglia di Aleppo, sua città natale. La guerra in Siria era stata fonte di grande dolore per lui, da decenni rifugiato in Italia con status sempre incerto a causa delle sue note vicissitudini come vicario di Gerusalemme…

A quante iniziative ha accettato di partecipare, con umile, naturale autorevolezza, esile e diritto nel suo pesante abito nero di rito orientale.

Il 23 giugno 2016, a Roma, egli svolgeva il saluto introduttivo al seminario «A fianco della Siria e del suo popolo. Oltre il muro della disinformazione», organizzato dal comitato «Per non dimenticare» (e in particolare da Maurizio Musolino, anch'egli scomparso). Dopo aver ringraziato organizzatori e partecipanti, «solidali con il popolo siriano sofferente e martoriato», monsignor Capucci diceva (lo potete vedere qui:):  

«La Siria era il cuore battente della nazione araba, ponte fra occidente e mondo arabo, modello di convivenza e fratellanza fra tutte le sue componenti. Oggi purtroppo, con la guerra infernale che subisce da quasi sei anni, con questo complotto diabolico, ben preparato, la nostra patria che era paradiso è diventata inferno. La salvezza della Siria, la sua prosperità, risiedono nel dialogo serio e sincero fra gli stessi siriani, nel dialogo franco, il mezzo migliore, direi unico per la ricostruzione di uno Stato siriano, una Siria indipendente sovrana, prospera che superi tutti i complotti e le trappole. Ripristinare dunque la pace in Siria tramite il dialogo è indispensabile. Difatti la pace è l'ossigeno della vita, mentre la guerra è un disastro nel quale tutti sono perdenti. Non ci sono vincitori ma solo sconfitti. Avendo raggiunto i 95 anni, mi preparo all'incontro con il mio Signore pregando. Prego tanto per la pace, pace nel mondo, nel Medioriente, e innanzitutto nella carissima nostra Siria. Prego perché se Dio non costruisce la casa, inutilmente lavorano gli operai. Nel lavoro con la preghiera risiede la salvezza. Supplico dunque il Signore che finalmente si attui questa benedetta riconciliazione fra le diverse componenti siriane, affinché gli angeli nel cielo della Siria risorta cantino il loro bell'inno Gloria a Dio nell'alto del cielo siriano, pace sulla sua terra, gioia, serenità, prosperità per tutti i siriani, e allo stesso modo per tutti i popoli». 

Il 15 ottobre 2016, monsignore partecipava al presidio organizzato da Rete No War a Montecitorio per chiedere all'Italia di dissociarsi dalle sanzioni europee alla Siria e di non vendere più armi all'Arabia saudita contro lo Yemen. In quell'occasione egli ripeté: «Siamo qui per dire no alla guerra, la guerra è una calamità, un disastro, nella guerra tutti sono perdenti».

Era sempre disponibile a incontrare attivisti e militanti. Con l'aiuto del suo angelo custode, Muntah, dava loro appuntamento all'ambasciata palestinese. Dove tutti gli dimostravano rispettoso amore.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti