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Notre Dame e l'umanità del capitalismo

 


di Andrea Zhok*


L'umanità del capitalismo si mostra in grandi occasioni pubbliche come la raccolta fondi per Notre Dame. Nello stesso giorno in cui persino in UK si accorgono che l'1% della popolazione detiene più di metà del reddito, in Francia un paio di amministratori delegati tirano fuori di tasca propria, senza che il loro tenore di vita subisca alcuna variazione, qualche centinaio di milioni di euro a testa.
 

Simultaneamente le stesse aziende cui fanno capo quei signori, quelli buoni eamanti dell'arte e del loro paese, minacciano in ogni momento di andarsene, capitali e bagagli, se lo Stato osa incrementare loro la tassazione (che per i redditi da capitale si attesta ovunque ai livelli del più basso scaglione di reddito).


Qualcuno potrebbe ingenuamente vedere una contraddizione tra i due comportamenti: "Come, ami tanto il tuo paese, ma poi fai di tutto per sottrargli risorse cruciali, risorse di cui peraltro tu non sai cosa fartene (tant'è vero che puoi erogare mance di 200 milioni senza accorgertene)?"


Ma in verità non c'è alcuna contraddizione, perché quei medesimi soggetti concepiscono il "proprio paese" in un senso molto stretto del termine "proprio": non come se loro fossero parte del paese, ma come se il paese fosse loro proprietà.


E da ciò discende ovviamente che i modi di spendere il "proprio" denaro per il "proprio" paese è cosa che ritengono di essere gli unici titolati a decidere.


Qui naturalmente le ragioni hanno un termine.

E se quel 99% che sta fuori dalla porta ad alitare sulle vetrine continua a lasciarli fare, accettando la fuffa che gli viene servita per giustificare lo status quo, beh allora semplicemente merita di tenersi le catene in cui è nato.

*Post Facebook del 19 aprile 2019

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