Obama a Cuba: a proposito di diritti umani

"Parlerò francamente" delle "serie differenze con il governo dell'Avana, inclusa la democrazia e i diritti umani", ha dichiarato. Allora parliamone, francamente

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Obama a Cuba: a proposito di diritti umani


di Giorgio Langella*
In marzo il presidente statunitense Barack Obama andrà in visita ufficiale a Cuba e assicura: "Parlerò francamente" delle "serie differenze con il governo dell'Avana, inclusa la democrazia e i diritti umani"
 
Ma di quali diritti umani parlerà? Parlerà, forse, del campo di prigionia di Guantanamo (che lo stesso Obama aveva promesso di smantellare, cosa mai avvenuta) e di quanto ha fatto là il governo statunitense, comprese le torture? Parlerà degli atti di terrorismo che Cuba ha subito in tutti questi anni e ai quali i governi statunitensi hanno fornito deliberatamente appoggio, finanziamenti e copertura? E parlerà delle condizioni delle carceri statunitensi nelle quali sono stati rinchiusi i cinque cittadini cubani che stavano tentando di smascherare le attività terroristiche dei mercenari armati dalle comunità di esiliati cubani anticastristi che da decenni organizzano attentati contro l'isola della rivoluzione e hanno già causato più di 3.500 vittime? Parlerà, forse, di Albert Woodfox*, ex Pantera Nera, scarcerato dopo 43 anni di isolamento? E parlerà di Leonard Peltier, attivista per i diritti dei nativi americani, che da 40 anni è incarcerato ingiustamente e al quale è sempre stata negata la revisione del processo che lo condannò grazie a testimonianze e prove costruite? Parlerà di questo, mister Obama? E delle guerre che gli Stati Uniti hanno scatenato in ogni parte del mondo, contro ogni governo che si oppone al loro predominio imperialista?
 
Cosa dirà Obama a Raul Castro? Gli contesterà il fatto di aver resistito al blocco economico imposto dagli Stati Uniti? Protesterà perché a Cuba esiste un sistema sanitario all'avanguardia nonostante tutte le difficoltà? O che l'analfabetismo è stato sconfitto già dai primi anni della rivoluzione? O che l'aspettativa di vita dei cubani, che è di circa 80 anni, colloca l’Isola tra le  nazioni del mondo più avvantaggiate?  E dirà, mister Obama che la salute e l'istruzione a Cuba sono garantiti a tutti mentre negli Stati Uniti sono privilegio di chi se li può comprare?
 
E allora, cosa dirà Barack Obama di fronte a chi non si è mai sottomesso alla politica imperialista che gli Stati Uniti hanno sempre condotto in America Latina e altrove? Vorrà, ancora una volta, imporre la “dottrina” statunitense o, finalmente, chiederà scusa? 
 
* Notizia ANSA – 20 febbraio 2016 ore 10:32
 
Usa: scarcerato dopo 43 anni isolamento. Mai nessuno così a lungo. Ex pantera nera, mai ammesso crimine.
 
Albert Woodfox è libero. L'afroamericano di 69 anni, ex membro delle 'Pantere Nere', riferiscono i media americani, è stato scarcerato da un penitenziario della Louisiana dopo aver trascorso 43 anni in isolamento, un record nella storia giudiziaria americana. Il giudice federale ha approvato la richiesta dell'avvocato dopo che il detenuto ha accettato il patteggiamento. Woodfox, che era già in carcere per rapina a mano armata, fu condannato per l'assassinio avvenuto nel 1972 di Brent Miller, una guardia carceraria di Angola, in Louisiana, un crimine per il quale si è sempre professato innocente. Da allora, ha trascorso 23 ore al giorno in isolamento mentre per una sola ora gli veniva concesso di uscire all'aria aperta in una piccola area stretta e recintata, ma ammanettato e sempre da solo. 

*Pubblicato per gentile concessione dell'autore e del direttore di Marx 21 Mauro Gemma

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