Obama: la parabola di un eroe liberale

“Parla come il presidente dell'American Civil Liberties Union, ma agisce come Dick Cheney.”

2199
Obama: la parabola di un eroe liberale

Con Der Spiegel che accusava la National Security Agency di “mire totalitarie non ammissibili in uno stato costituzionale”, si può dire ufficialmente concluso il culto dell'Europa verso Obama. Lo scandalo emerso del NSA impegnata a spiare l'attività degli uffici europei a Washington ha portato il presidente francese François Hollande a chiedere la fine immediata dell'attività di spionaggio e Le Monde a consigliare addirittura all'Ue di dar asilo politico ad Edward Snowden. Ma, sostiene Rachman in Obama and the crumbling of a liberal fantasy hero, se i liberali vogliono fare la lista dei peggiori atti di Obama, lo spionaggio degli uffici Ue è tra i meno rilevanti. Al vertice c'è sicuramente la promessa mai realizzata sulla chiusura di Guantanamo e l'uso massivo dei droni per colpire terroristi in Pakistan e Yemen soprattutto. 
La figura di Obama come un eroe liberale si è del tutto offuscata e, sostiene il Columnist del Financial Times, i suoi metodi sarebbero stati già crocefissi se fosse stato un Repubblicano caucasico.  Un accademico turco, Hakan Altinay, è stato tanto lapidario, quanto incisivo per spiegare questo concetto: “Obama parla come il presidente dell'American Civil Liberties Union ma agisce come Dick Cheney.” Da questo punto di vista, i liberali in Turchia, Egitto, Russia, Iran accusano il presidente americano di esser stato troppo esitante nel condannare gli abusi in diritti umani nei loro paesi. O meglio, alla retorica di Carter è seguita però l'azione di Kissinger.
Ma prima di criticare l'azione di Obama, prosegue nella sua analisi Rachman, è importante contestualizzare il tutto nei problemi che ha dovuto affrontare. Alcune delle decisione che Obama ha preso, infatti, sono il risultato di altre che i liberali hanno apprezzato:  il ritiro in Iraq ed Afghanistan,ad esempio, è stato plaudito quasi unanimemente all'estero, ma, senza la presenza sul terreno, sono necessari altri metodi e la spiegazione di Obama del programma droni è proprio legata alla sua riluttanza di mandare nuovi uomini sul campo.
Allo stesso modo, l'uso della tortura è legato alla necessità di arrivare ad informazioni vitali in una fase in cui la minaccia terrorista resta alta. Gli europei sostengono che lo spionaggio non ha nulla a che fare con la “guerra al terrore” ed è vero. Ma, sostiene Rachman, si tratta di una pratica utilizzata spesso tra alleati – lo spionaggio commerciale francese verso gli Stati Uniti di iFrancia ed Israele è noto – e non tale da compromettere le relazioni inter-statali.
La parabola di Obama, una volta il vessillo dove tutti i liberali riponevano la loro speranza, è evidente. E' perfettamente lecito argomentare che il presidente americano avrebbe dovuto fare molto di più per eliminare l'enorme alone di segreto di stato che ha ereditato dall'amministrazione Bush. La combinazione di una “guerra al terrore” ed il nuovo mondo di “big data” ha creato una serie di pressioni che hanno portato il presidente a commettere una serie di errori. Ma Obama è ben conscio di dover decidere in un universo reale, pieno di scelte difficili da ponderare, mentre, conclude il Columnist del Ft, i suoi critici sembrano vivere in un mondo di fantasia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti